La valle delle favole si stende fino al fiume,
tra cocci un po' ammucchiati e spazzature.
La si raggiunge lenta, verso un dolce pendio
ed è percorsa da persone di ogni età.
Ha tanti fiori rossi ai margini dei fossi:
siringhe usate e poi buttate là.
Quanti ragazzi attendono, tremanti tutti in fila,
un uomo che una dose gli darà;
ricambiano con soldi e timidi sorrisi
in cambio di quei falsi paradisi,
di un mondo un po' confuso, di strane sensazioni
che ammazzan piano tutte le emozioni.
Ma in fondo a quella valle si scorge un ragazzino,
per sbaglio, ingenuamente, corre là:
lo sguardo un po' smarrito, si sente impaurito,
piangendo fra le erbacce fermo sta.
Poi piano salta il fosso, ormai tinto di rosso,
ha visto il suo pallone dove sta.
Ignaro allunga un braccio, pungendosi su un dosso,
afferra la sua palla e se ne va,
felice torna indietro, con un puntino addosso,
per lui un sogno presto svanirà.
E il ladro di un bel sogno, rubato a quel bambino,
s'avvia veloce giù per il pendio,
ritornerà per vendere quel mondo di illusioni,
distrugge quella valle e lui lo sa.
Oggi, le favole, che un tempo facevano sognare i bambini,
con l'uomo nero sono realtà.
Ladro di sogni testo di lady