Ho camminato per le vie della città come un folle cercando un segno, un odore, un cenno, un'immagine vivida. Sommesse voci affioravano dai recessi, lontane sussurravano come venti " Dove vaaai? Cosa faaai? Chi cerchi maaai? Tu appartieni al passato, alla pala d'altare, alle profondità insondabili del mare, alla breccia che fende la dimora che fu." Mi sono lasciata consolare da un muro sbrecciato, dalle antiche ombre riemerse dalle tenebre degli androni, dalle gelosie, dai balconi, dalle inferriate coriacee e scrostate. Ho poggiato la testa sulla pietra franante. Una formica si è insinuata tra i capelli. Il muschio mi ha solleticato le orecchie.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.