Pugnale al cuore.
Brucia come acido su pelle
questa voglia repressa di vincere,
di urlare
Ma poi resto qua,
in silenzio.
Per fortuna
asciugo le lacrime in tempo,
e sfoggio il migliore tra i sorrisi.
Così va meglio, no?
Se mi cerchi,
sono al solito posto,
nell'angolo,
quello in basso a destra
Quello abbandonato,
E isolato anche se in vista.
Sono quella con gli auricolari,
che balla tra le onde sonore.
Quella estraneata da tutti,
in un mondo tutto suo,
fatto di musica e sorrisi.
Mi vedi?
Non è complicato,
Basta seguire lo sguardo celato dalle palpebre,
accompagnato dall'oscillare del mio capo,
Ah e il rimbombo,
quel rimbombo dei pugni contro il muro,
che tu,
non sentirai.
E con l'acqua salata,
ormai,
asciutta sulle guance,
continuo a ballare.
Ti vedo.
faccio un cenno con la mano
e di scatto
ti corro incontro e sorrido,
scherzo,
e rido più forte che posso
Perché tanto quando tu non ci sarai, quando tu non mi vedrai,
Io sarò sempre al solito posto
e vivrò,
mi amerò,
come non ho fatto mai.
Continuerò a ballare
e me ne fregherò delle mie sconfitte,
che tu continui a giudicare
Perché,
nel mentre che tu non c'eri,
Io ho imparato,
ad amare
amandomi.