Sonetto xxvi

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Sonetto xxvi
di Michele 57

Tenue è la luce e ratto spira ‘l vento;
un purpureo fulgor discende a velo
sui monti che, in antico lor tormento,
volgon le fronti lasse al sommo cielo.

D’un solitario amante il guardo intento
a lor si volge, ne l’estremo anelo,
per ravvisar di quell’ardor già spento
gli ultimi lumi fra le cime e il gelo.

Ergonsi i monti e l’ombra, a lor cintura,
s’adagia al piano, e tacita s’estende;
dalle pendici de l’alpestre altura

scende la selva, ch’il tramonto accende;
sen fugge ’l Sol, già l’ombra ‘l mondo ascura,
vaga la Luna ‘n ciel lieve risplende.
Sonetto xxvi testo di Michele 57
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