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Ancora una volta ti sfili la sera
Ancora una volta ti sfili la sera,
ti distendi sul letto come il sole,
mentre la città, fioca come una candela,
ti ordina di dormire.
Conficca la luna nel cuore del cielo,
china i lampioni verso la terra,
e i pensieri, lentamente, alla cieca,
scivolano dal soffitto fino alla porta.
Al mattino la città preparerà il caffè,
si stenderà come nebbia sulla soglia.
Sui giornali, ancora catastrofi,
il profeta si rivelerà un bugiardo.
Le automobili resteranno intrappolate nel traffico,
gli ombrelli fioriranno tra le mani della gente,
i sogni verranno messi tra parentesi,
lasciati soltanto ai bambini.
Ma tu ardi come le foglie dei viali,
e la luce si affretta a seguirti
sulla pelle dei marciapiedi grigi,
sull'antico e ruvido selciato.
Scorre nella metropolitana
come una foschia color ambra,
si scioglie in un sorriso sul tuo viso
e desidera sedersi accanto a te, abbracciarti,
come quando, da bambini,
ci si sedeva sui gradini di casa,
stretti a una persona cara.
E vorrebbe difenderti come una belva,
custodire lo splendore del tuo fuoco
da coloro che trascinano ogni cosa
verso un grigiore sempre più oscuro,
trasformandola in fantasmi
uguali a me.
© Copyright 2026 Johann Lubeck