I cantieri di lavoro di un tempo

scritto da autentico Marcello
Scritto Ieri • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Si descrivono le usanze dei cantieri dei tempi andati canyje ri edili
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Testo: I cantieri di lavoro di un tempo
di autentico Marcello

     I CANTIERI DI  LAVORO DI UN TEMPO

 I primi dieci anni della mia vita  lavorativa,  iniziati non appena sono diventato titolare del diploma di geometra, li ho  passati,con grande soddisfazione, quale componente del personale di una  società  che creava e gestiva cantieri di costruzione di impianti idroelettrici.

Eravamo nel primo dopoguerra ed erano quelli i cantieri più ambiti da un giovane appena uscito da una scuola tecnica e l'ambiente non offriva affatto tante possibilità di lavoro. 

Devo ammettere che una occasione più utile e piacevole di quella indicata non poteva esserci in  quegli anni di dopoguerra con una situazione economica da definirsi disastrosa essendo ancora evidenti i problemi dovuti alla guerra appena conclusa. 

Per quanto riguarda la qualità del lavoro che svolgevo, esso rappresentava , in quei tempi, quanto di più ambito io potessi desiderare anche se si trattava di attività  del tutto nuove e quindi non ancora sperimentate le e quindi impostate e costituite nell'insieme da noi stessi anche se poco pratici.

Al giorno d'oggi le caratteristiche da più evidenti e che possono destare curiosità rappresentano una realtà del tutto nuova che disponeva  di conoscenza solo da parte di  alcuni anziani lavoratori i quali, in anni anteguerra, avevano lavorato all'estero e quindi aevano dell'esperienza sia pur limitata alla parte pratica  elementare del lavoro. Tutto questo condusse, noi tutti giovani ed anche anziani,  ad impegni lavorativi sempre privi di un'esperienza vera e cui rimediare con iniziative personali e ricavate seduta stante nella esecuzione di opere del tutto nuove sia come costituzione e sia come modalità costruttive copmpletamente sconosciute.

E' logico che in questa sede di lunga esperienza fatta attraverso gli anni, risulta poco interessante da descrivere nel metre  appare   piuttosto il caso di occuparsi dei soli elementi pratici ida noi inventati via via che se ne presentava la necessità.

Per esempio l'opportunità di poter effettuare copie eliografiche in cantiere ci aveva spinto a creare  una telaio in legno e vetrato dentro il quale mettere ben distesi il lucido  e  la carta gialla sensibile i quali   esposti al sole  al sole per il tempo  necessario, diventavano di colore bianco . Poi  le copie arrotolate venivano inserite in un alto recipiente verticale in legno dentro al quale c'era anche  una bottiglia di ammoniaca alla quale toglievamo il tappo per far uscire il gas puzzolente. Chiuso il coperchio  esterno lasciavamo un quarto d'ora le copie a maturare per prelevarle con il disegno regolamente sviiluppato.

Un'altra nostra interessante possibilità di cantiere era la misura di precisione della distanza tenuto conto che l'unica nostra possibilità possibile era una cordella metrica in acciaio lunga 50 metri che permetteva di fare delle misure ma aventi però una approssimazione non ammissibile e dovuta alla modifica della sua lunghezza in funzione della temperatura  dell'ambiente , il che non garantiva per niente l'esattezza di misura della cordella metrica in acciaio che col caldo si allungava per accorciarsi al freddo.

Noi però avevamo a disposizione una stadia orizzontale lunga due  metri esatti composta da acciaio invar la  quale ci consentiva  una misura abbastanza precisa per distanze massime di trenta metri. Quando avevamo bisogno di misure più lunghe ed esatte dovevamo suddividere tale lunghezza in tante piccole  parti e misurarle ognuna mettendo in orizzontale la staia e quindi misurando con la massima precisione l'angolo al vertice con teodolite. Ripetuta la misura più e più volte modo da avere l'angolo il più preciso possibile dal quale potevamo calcolare la lunghezza in metri sufficentemente precisa.

Logicamente il sistema andava bene er le misure orizzontali. Quando invece dovevamo misurare con precisione la distanza tra due punti posti in qualunque situazione dovevamo fare una piccola triangolazione locale partendo con una misura orizzontale e poi calcolando la piccola rete per definire con precisione la lunghezza cercata .

Pensando che gli esempi riportati siano sufficienti per far capire il nostro stato di lavoro del quale vorrei far rilevare che il sistema attuale  dispone di automatismi di tutti generi che ermettono di avere molti dati del tutto automaticamente facilitando il lavoro del personale il quale finisce per non sapere più cosa fare con le proprie sole prestazioni. 

Tutto questo, se rappresenta il grande progresso compiuto dalla tecnica, dall'altro disabitua gli addetti come eravamo noi a saper  industrializzarsi a risolvere i molti problemi, nel mentre, se riportato  alla grande  situazione quale si presenta al giorno d'oggi,  fa riscontrare  elementi complessi e risolvibili con sistemi di per sè molto complessi nelle funzioni da svolgere con gli attuali elementi disponibili e caratterizati da una matematica di livello superiore  tanto da mettere fuori servizio il livello culturale del sottoscritto che un tempo figurava come una grande  figura approssimativa nel memtre  al giorno d'oggi peccherebbe di tutta una serie di possibilità atte a raggingere di per sè i richiesti e perfetti risultati

                                                                                                                                            

I cantieri di lavoro di un tempo testo di autentico Marcello
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