Cielo, cielo, cielo.
Troppo cielo e troppe stelle,
non ho voglia di cantarle.
Pace nell'aria.
Nel mare calmo frèmiti di luce.
Non voglio più cantare versi.
Mai più poetare.
Uccidetelo il poeta.
Ma cosa ci sta a fare?
I versi? Oh, i versi sì,
ma postumi,
quando non c’è più.
Ma il poeta!
Chi sopporta mai un poeta?
Vive troppo i sentimenti.
Soffre a mille e a mille ama.
Poi, a mille te lo dice!
E quante volte!
Morboso, petulante,
noioso, appiccicoso.
Troppe attenzioni.
Troppo,
troppo irrefrenabile.
Insopportabil mente.
Uccidetelo!
Solo dopo
ne amerete i versi.
Uccideteli i poeti,
non hanno disciplina.
Non sanno rallentare.
Ecco, spegnerli
Finalmente!
E invece,
quando più tu non lo aspetti,
eccolo, si fa tiranno ancora...
no, no, no,...
...Fresca la notte
stellata e senza vento
E il tuo bel seno,
Leucotea, *
e le tue forme,
e quella pelle candida.
dipinta dalla luna.
Prima un bacio,
Leucotea,
d'incenso il tuo respiro
inebria gli occhi
e la mia bocca.
Con dolcezza,
compi il sacrificio.
Verso il mare,
Leuco’, aspergi
il sangue mio.
Verso il mare...
Dai! Ma per amore
e per pietà!
Uccideteli i poeti!
------------
(* Con un omaggio a Cesare Pavese).
UCCIDETE I POETI! testo di maurizio ciolli