Fiore di carta.

scritto da A cuore aperto
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo A cuore aperto

Testo: Fiore di carta.
di A cuore aperto

Per me tu eri una di quelle persone che sai di non aver bisogno di conoscere. Riconoscersi, ecco tutto. In questo consisteva l’averti incontrato, nell’ acquisizione della consapevolezza che il tuo arrivo nella mia vita in realtà era un ritorno, un ricongiungimento, un ritrovarsi. Riunirsi.
Ricordo quel fiore di carta stropicciata che mi hai regalato. Accartocciato, ruvido, colorato. Ti somiglia, tu ti accartocci, ti raccogli quando hai bisogno di assorbire la vita, diventi tutto un groviglio di qualche certezza e troppe domande che ti tormentano.
Ti piaceva guardare nella stessa direzione, per capire cosa i miei occhi stessero osservando, capire cosa ci mancava. A volte non manca nulla, ma lo capisci solo dopo, quando è tardi, quando hai già sprecato troppo tempo ed energia cercando qualcosa che hai già, ma che non sai vedere. Perché gli amori strampalati sono sempre quelli più sofferti, e più veri. Il nostro amore non aveva nulla di convenzionale era solo un nostro modo, forse assurdo, di morire e rinascere insieme ogni giorno. Ci vuole coraggio per amare, come per vivere. E forse quello a noi è mancato.
Hai raccolto la mia mano dal fango e l’hai stretta a te, come a dimostrarmi che la vita può ripescarti dagli abissi più profondi e riportarti alla luce. E tu eri la luce, la mia. Mi amavi, io lo so, a modo tuo mi amavi. Avevi mille modi per dirmelo e dimostrarmelo, o forse, avevi solo questo: raccogliermi, come un fiore salvato dalla neve solo. quel fiore tu l’hai protetto come un padre, come un guardiano, un amico, come solo un grande amore sa fare.
Ci sono piccole cose di te che non potrò mai dimenticare, che sembrano inutili ma, in realtà, sono più forti di tutto il dolore che annega e cancella i ricordi, anche quelli più forti e più veri.
Eravamo l’unica realtà che conoscevo, per questo pensavo che non potesse mai finire. Ma tu sei come una radice: assorbi tutta la nostalgia e il calore intorno a te e ne fai vita. E poi la allontani. Non mi hai mai dato nessuna certezza, tu che non credevi che nella vita esistesse qualcosa di certo se non l’amore che si dà. Tu sapevi che la vita passa e noi dentro di lei eravamo destinati ad essere poco più che un tassello minuscolo, un frammento disperato che ha voluto esistere , sfidando il tempo, affrontando la sofferenza che sfibra e consuma le storie.
Ho imparato che non puoi guarire da ciò che ti manca. Impari solo a convivere con l’assenza, ti racconti altre verità che non sono più la tua, che non ti appartengono. Allontanandoti, ti sei portato via anche i tuoi occhi e la cosa che più mi manca è non poterti più chiedere con quegli occhi cosa osservi, di che colore è il futuro che vedi quando guardi un po’ più lontano.
Fiore di carta. testo di A cuore aperto
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