Testo: Solitudini (scritta con Alchimista) di Fenix88
Nella pietra erosa
si nascondono sensibilità profonde
come una statua gotica
esposta alle intemperie
non perde il suo fascino
anche se ritrae incubi e mostri.
Il vento accarezza il passato
rubando sospiri d’oblio
che vorremmo smarrire
perché tra rovine antiche
ritroviamo identità,
lacrimando vita tra le piaghe dei secoli
Gocce di basalto
dalla ferita dell’anima,
come muti gargoyle proteggono
l’antico portale del ricordo,
legno scuro in intarsi
ricamati dal tempo
Alito polvere sui tuoi occhi
per lasciarti immortale
su guglie decadenti,
tra smog e civiltà abbandono
le tue curve scolpite
da mani ormai trapassate.
Cuori di tenebra
in volti nerofumo
spiamo attraverso giorni antichi
adagiati in tombe di tufo corroso,
preghiere sussurrate
al buio di fiammelle tremolanti
Non ci ritroveremo mai,
immobili e freddi
moriremo consumati
da civiltà aliene
e resteremo eternamente
prigionieri della nostra effige
***
Scritta a quattro mani (ma quasi una mente sola) con Alchimista, in una magnifica collaborazione che non credevo possibile per la poesia, che è un'arte così personale.
Grazie Gisella
Solitudini (scritta con Alchimista) testo di Fenix88
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