mi dicevano e continuano a farlo che le mie storie sanno di quel sonno degli angeli raffigurati in certa pittura raffinata, mi dicevano e continuano a farlo che non so fare il nodo alla cravatta , del resto sono un poeta e il mio canto esige la vanità purché il raggiungimento di questa non sia esser soffocati dal quotidiano, dalla morale imperante di certi, che una volta potevano fare al massimo i giullari di corte o addirittura gli eunuchi di mestiere invece che spropositare e declamar giudizi sull'intiera popolazione fregandosene assolutamente della stessa. io volo sopra le strutture lasciando che queste mi indichino chi e cosa diffamare con le mie parole.. con le mie esclamazioni.. ci sono troppo vigliacchi in giro e la cosa più incredibile e che ci sono troppi indifferenti.. il germe della follia è ospite indesiderato di chi guarda alle cose con sufficienza.. strenue è la mia lotta affinché si possa declinare correttamente il verbo essere nella sua dimensione più ampia del termine senza però scadere nell'ontologia. essere significa baciare l'attimo e superarlo per cercarne altri.. significa non fermarsi mai.. solo così si è..quante volte sono caduto nella trappola del ricordo..affannandomi con ansia in cerca di un perché.. cercando di smarrirmi schiaffeggiandomi continuamente affinché potessi tornare a quell'attimo, che in terra chiamano felicità. del resto come diceva omero " e gli dei concessero agli umani il dolore perché non mancasse materiale ai poeti".. abbandoniamo dunque l'umano, le tresche condominiali, le orge della strada.. per dedicarci alla nostra voce, al nostro canto per curarci dal quotidiano, dalla solfa della borghesia, dal culo molle dei nostri politicanti. desideriamo allora, desideriamo di perderci o di perdere così come i bambini (eterno-ritorno che non ci ha mai abbandonato) spaventiamoci e nello stesso tempo meravigliamoci del buoi sospeso.. di quel silenzio di cui conosciamo bene il linguaggio considerato il nostro smarrimento. perdiamoci e perdiamo perché soltanto se conosci la sconfitta domani potrai apprezzare la vittoria ed essere finalmente un campione, un eroe.
quante volte ho baciato i piedi insanguinati della libertà quante volte tra merletti rossi e dorati sono finito col chiedermi come mai quante volte sotto la pioggia ho riso e pianto allo stesso tempo quante volte mi chiedo lo rifarò.
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