La Bionda e la Mora

scritto da Ugo Perrotta
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo Ugo Perrotta

Testo: La Bionda e la Mora
di Ugo Perrotta

Prima carrozza, come sempre. Sono immerso nei miei pensieri, provando a decifrare le emozioni degli altri viaggiatori che traspaiono dalle loro espressioni. La metro effettua la fermata alla prima stazione, ed ecco che entrano due ragazze, simili, se non fosse per il colore dei capelli. É evidente da subito che però qualcosa non va. Probabilmente si conoscono da tanto, ma la Mora ha un'espressione furiosa. Accusa la Bionda, con asprezza, di averci provato palesemente con Giuseppe, il ragazzo che le piace. La Bionda sostiene che è stato un equivoco, quel gesto non era volto a un secondo fine, né a far dubitare della sua lealtà. Ma la Mora non l'accetta. Comincia a insultarla, ad urlare davanti a tutti gli altri passeggeri. La Bionda, umilmente, comincia a singhiozzare. Le dice che non le importa nulla dell'accaduto, le interessa solo che si diano un abbraccio e si gettino quel brutto fraintendimento alle spalle. Ma la Mora non demorde. Continua a denigrarla e, in ultimo le dà una sberla. La Bionda non reagisce. Comincia a piangere. Non è dolore, rimpianto. Sono lacrime che dicono: "Io ti sono amica, continuerò ad esserlo anche se mi hai fatto questo". Il treno si riferma alla fermata successiva e la Mora scende, senza pronunciare più alcuna parola. La Bionda si asciuga il viso. "Chiedo scusa, le passerà", si rivolge ai viaggiatori. A quel punto mi fermo con la mente e mi domando: "Vale la pena tenere conto di così piccoli equivoci? Vale la pena tentare fino all'ultimo di salvare un'amicizia?" Nel frattempo mi accorgo che la prossima fermata è la mia, ma non voglio scendere senza aver ringraziato la Bionda della lezione di vita che mi ha dato. Mi avvicino mentre ancora timidamente singhiozza rivolta verso il vetro. "Sei una brava ragazza" le dico quando si volta verso di me. "Avresti potuto reagire. Ma col tuo esempio hai dimostrato che non avevi interesse ad avere ragione, volevi solo riavere la tua amica, a qualunque prezzo. In questa carrozza ne sono tutti testimoni". Le porte si aprono prima che lei possa replicare. Scendo dal treno e faccio qualche passo verso l'uscita della stazione. Sento le porte chiudersi, mi volto, e la Bionda è ancora lì. Si asciuga gli occhi e mi accenna un sorriso, come per ringraziarmi. Non ha perso le speranze e nemmeno la pazienza. Il treno riparte e non la vedo piú, ma mi sento bene nel pensare che farà la cosa giusta.

La Bionda e la Mora testo di Ugo Perrotta
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