Quell’estate la compagnia si era allargata,Fiorella aveva 18 anni e una nuova amica: Patrizia,detta Pacio. Insieme ascoltavano musica,mangiavano,ridevano e parlavano soprattutto di ragazzi.Si perché c’erano dei nuovi ragazzi in compagnia,fra questi Sergio,un tipo moro,alto e affascinante;un uomo,perché aveva 10 anni più di loro,peccato che era anche sposato,quindi intoccabile! Un pomeriggio si organizzò una gita ai laghi,oltre le montagne,da raggiungere con tre ore di cammino;partenza alle 9 del mattino:Fiorella che aveva una fifa blu delle vipere,si presentò con un paio di stivali di gomma a zeppa altissima
-“ Ma che ti sei messa?” rise Patrizia nel vederla così conciata
-“ Ridir idi”-le rispose Fiorella-“Ma con me le vipere non ci provano!”
La compagnia si mise allegramente in cammino e dopo 4 ore di sudate,canzoni,battute,risate,soste,arrivarono in vista dei laghi.Fiorella aveva i piedi un po’ sfasciati ed era tremendamente stanca,ma era talmente bello lassù,l’aria così pura e trasparente,che faceva dimenticare tutti i dispiaceri: I guai cominciarono al ritorno.
Fiorella nel scendere faceva molta fatica,i piedi ballavano negli stivali.Approffittò di una sosta per toglierseli:
-“ Ahhhh!” gridò-“Guardate i miei piedi!” Tutti le furono attorno
C’erano almeno tre vesciche sulle dita,gonfie di liquido bianco…Sergio le fu subito vicino
-“ Dai “ disse-“appoggiati a me,ti aiuto io a scendere”
Fiorella era stupita,non erano particolarmente amici,ma gli fu grata dell’aiuto. E mentre lui la teneva saldamente per la vita,e la frenava dolcemente,si trovarono a parlarsi come coetanei,ed ogni imbarazzo scomparve:
Arrivati a valle erano amici.La montagna,coi suoi silenzi,i suoi profumi,amplifica ogni sensazione e la rende un po’ magica…
Finalmente Fiorella arrivò a casa,Sergio l’accompagnò persino sull’ascensore e fu un bene,perché i genitori di Fiorella non erano in casa e lei era senza chiavi.Le lacrime le pungevano gli occhi
-“ Non è possibile” si lagnò-“ non sto più in piedi,sono distrutta,e ora cosa faccio?”
Sergio cercò di rincuorarla.
-“ Forse possiamo andare in mansarda da Mauro,non abita qui sopra?”
-“ E’ vero!” s’illuminò Fiorella-“Andiamo”
Appena vide il divano di Mauro,si lasciò cadere di schianto…
…-“ Fiorella?!Fiorella?”
Sentiva una voce e si costrinse ad aprire gli occhi;la prima cosa che vide fu il viso di Sergio chino su di lei.
-“Oddio,dove sono?-che è successo?”
-“ Ti sei addormentata” le rispose Sergio dolcemente,-“stai dormendo da 1 ora,devi tornare a casa”
-“ Ma tu perché non sei andato a casa?” gli chiese Fiorella
-“ Così,ho preferito restare” replicò Sergio guardandola fissa negli occhi.
Lo ringraziò e si precipitò a casa a mettere i piedi a bagno. Fiorella guardava quelle orribili vesciche e intanto pensava,ma i suoi pensieri erano interrotti dal viso di Sergio chino su di lei,era confusa,strana,cosa le stava capitando?-“No” concluse-“ non è possibile che mi sia innamorata di lui”. Guardava le vesciche con aria desolata,come avrebbe fatto ad andare in discoteca quella sera? –“ Bhè,starò seduta” si convinse
E infatti un po’ zoppetta,Fiorella alle 10 di sera era seduta su di una panca,con il suo gruppo;accanto a lei,forse troppo accanto,c’era Sergio.Ogni tanto,per caso o per scelta si sfioravano un braccio o la gamba,e in quei momenti,il cuore di Fiorella mancava un battito.
-“ Accidenti”, si disse-“lui è sposato,perché si comporta così?”
Ma bastava una sua parola,un suo sguardo,per sentire il calore salire fino al cervello
Il campanile battè mezzanotte,l’ora di Cenerentola,ma il padre di Fiorella non credeva alle favole.
-“ Ciao,buonanotte a tutti” disse alzandosi-“ci vediamo domani”
Sergio le si parò davanti.
-“ Sta piovendo,ti accompagno con l’ombrello”
S’incamminarono,lui alto,lei piccola e il braccio di Sergio,di nuovo la teneva stretta.
Ancora pochi passi,la porta,le chiavi,il suo braccio che non la lasciava andare…
Si guardarono negli occhi e nel lampo di un temporale,fiorì un bacio…
Fiorella scappò via.
Il giorno dopo c’era il sole,Fiorella aspettò Pacio sotto casa per raccontarle tutto,doveva dirlo a qualcuno,sennò scoppiava
-“ Ma sei impazzita?” l’interruppe Pacio “è sposatooo!”
-“Lo so lo so” sbuffò Fiorella-“Non mi fare la predica,sarà stata colpa della luna!”
-“ Ma se pioveva!” ribattè Patrizia,che forse un poco la invidiava
I giorni passavano uno dietro l’altro,Fiorella e Sergio non ebbero più occasione di restare soli,ma erano comunque sempre vicini,anche in presenza di sua moglie,e si sfioravano per caso e per gioco,si ammiccavano e si sorridevano.
Sergio propose un’altra gita,meta un lago fra le montagne,molto rinomato e soprattutto più facile da raggiungere.Fiorella aderì subito entusiasta,ma gli altri non ne vollero sapere,solo Antonella,cognata di Sergio ( e amica di Fiorella da lunga data) fu d’accordo.
Il giorno fissato non era dei migliori;il sole era nascosto e lassù sui monti c’erano le nuvole così basse che si potevano toccare.Fiorella indossava delle comodissime scarpe da tennis.
In riva al lago non c’era anima viva Fiorella e Antonella battevano i denti dal freddo;per fortuna si erano portate i maglioni
-“ Ma cosa stiamo a fare qui?” sbottò Antonella ad un certo punto-“ Dai torniamo a casa”
-“Ok”risposero gli altri
Fiorella si avvicinò alla punta di un grosso masso che si protendeva nel lago-“ Che acqua scura” –pensò” e chissà come è gelata”
Ad un tratto si sentì sollevare,Sergio l’aveva presa in braccio,e,ridendo,minacciava di buttarla di sotto
-“ Lasciami giù dai!” implorava ridendo Fiorella-“ Non fare scherzi scemi “
-“ Ti butto ti butto!!” continuava Sergio
-“ ti ho detto di smetterla” si arrabbiò Fiorella-“ lasciami giù”!
Sergio la lasciò andare ma Fiorella era pericolosamente in bilico.perse l’equilibrio,Sergio si sporse in avanti per afferrarla e…caddero entrambi nell’acqua sotto di loro:Fiorella sentì l’acqua sopra la sua testa,tanto fredda da paralizzarla,riemerse,era terrorizzata. Sergio la trascinò fuori:
“ Dai fuori fuori che fa freddo!”
Antonella urlava,era spaventatissima,ma quando li vide riemergere,scoppiò in una sonora risata.
Fiorella non sapeva se piangere o ridere.Cominciò a tempestare Sergio di pugni.
-“ Sei odioso! Sei uno stronzo! “gridava,mentre dagli occhi gli scendevano lacrime gelide
Sergio era inebetito,fermo come una statua,si prendeva pugni e insulti senza proferire parola…
E ad un tratto Fiorella scoprì il lato ridicolo della situazione,e il pianto si trasformò in una risata profonda,quasi isterica! Nella valle c’era l’eco delle loro risate e nulla più
Sergio l’abbracciò.-“ Perdonami,perdonami!” e di nuovo a ridere!!!
Dopo 2 ore di cammino non erano ancora arrivati;Fiorella aveva le labbra blu e non solo quelle.
-“ Che scusa racconto adesso a casa?-disse preoccupata-“”Se mi vedono così bagnata…! “
-“ Dì che si è messo a piover” propose Antonella che continuava a ridere…
Finalmente arrivarono a casa.Rideva Fiorella nel togliersi i Jeans le sue gambe erano completamente blu!!! La mamma nel vederla così conciata esclamò sorpresa:
-“ Deve essere piovuto parecchio”!
Fiorella rideva sotto i baffi:
_” Non dirlo a papà,è un segreto…” e le raccontò l’intera storia ; e si sorbì l’intera predica!
Fiorella nel pomeriggio si sentiva la febbre e le gambe molli,ma ingoiò un’aspirina e fece finta di niente;si trovò con gli altri in riva al fiume.Tutti sapevano già delle loro avventure e lei si sentiva una specie di eroina!
Le chiacchiere si mescolavano,Fiorella aveva le guance che scottavano,Sergio la guardava ,si allontanò infastidita da quella confusione,voleva riordinare un po’ le idee;Era lì,seduta vicino al ruscello,in mezzo a fili d’erba mossi dal vento;aveva paura,paura di quel sentimento che si stava facendo strada in lei,ora non era più un gioco.
Qualcuno arrivò alle sue spalle:Non si voltò
-“ Ti amo” le giunse con dolcezza la voce di Sergio
Si voltò lentamente e questa volta lui la guardò negli occhi.
-“ Ti amo “ ripetè:E poi si allontanò
Fiorella aveva caldo,la febbre,il mal di testa. Si coprì le orecchie con le mani nma l’eco di quel “ Ti amo” la raggiungeva ovunque
Due giorni dopo Fiorella aveva mandato al diavolo,mogli,fidanzati,moralismi,tabù.
Sapeva che il futuro non esisteva per loro,ma c’era un presente;un presente forte e deciso come i baci di lui,c’erano i loro “ ti amo”.i loro abbracci,il loro amore che splendeva alto nel cielo,come la luna d’agosto!
PICCOLA DONNA testo di Asja