Testo: Elogio alle tue candele di cannella di Nina
Elogio alle tue candele di cannella. Apri la porta. Le goccie, mi strisciano il viso. Lacrimo. Il violino non lo suoni.Non più.L'arpa Penelope mia è vergine, tocca,toccala. Nuvole di fumo, imbastisci per cena. Polmoni veraci. Labbra tue, grosse carrube di Sicilia, rugose segnate dal Sole. Dove stanno guardando i tuoi occhi adesso? Il soffitto è sempre atavico le mani toccano il miele lo spalmano sul corpo dalle carrube alle colline del peloponneso lo spalmano nelle viuzze di luce soffusa, negli impervi sentieri sassi, borghi,rovi, primule fresche. Mi inginocchio, cade un melograno diviso in due Mangio allora il frutto del tuo albero, mangio i pomodori, cerco il peperoncino verde, trovo la cicoria viola, annuso le margherite di campo. Il tuo corpo è vortice, veleno. Muio. Respiro, caleidoscopio la mia lingua dentro te. Ho fa me di tutte le donne che sei.
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