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Ma che sogno è questo qua?
La formica e la cicala
che si accordano a vicenda
e si ribellano al maestro?
Ma che sogno è questo qua?
Si impietosì la Cicala
quando vide la fatica
dell’ingannata formica
mai trovava un po' di tempo
quella sgobbona formica
per amare e fare poesia
per se stessa e per cantare
ma doveva mantenere
Paperoni Re Regine
con i loro Professori
che rubavano il suo tempo
per cantare solo loro
per di più favole degne
dell’avaro loro egoismo
La cicala impietosita
dedicò la sue canzoni
verso povera sgobbona.
...
Freddo poi arrivò inverno
...
si commosse la formica
quando vide la Cicala
sola al freddo abbandonata
la ospitò da buona amica
per aver la compagnia
delle dolci melodie
che alla vita davan senso
la formica e la cicala
diventaron buone amiche
si scambiarono le idee
condivisero esperienze
dialogarono fra loro:
«e si lavora per vivere
per guadagnare anche il tempo
per continuare a cantare
fare all’amore o danzare
far quant’altro che ci pare
meditare od anche oziare
coltivare anche noi fiori
viole rose e le belle arti»
la formica e la cicala
non prestaron più attenzione
quindi al loro Gran Maestro
Re Regina e Paperone
che voleva inimicarle
per dividerle fra loro
con la sua orribile fiaba
dal sapor discriminante
predicante sentenziante
contro chi voglia cantare
e non voglia sottoporsi a
quei maestri tanto orrendi
Ma che sogno è questo qua?
la formica e la cicala
si ribellano al maestro?
fra di loro buone amiche
l’arte apprendon dell’amore
e della solidarietà
Ma che sogno è questo qua?
((N.d.A.: la favola la “Formica e la cicala”, per chi non lo sapesse o non si ricorda, venne usata al fine di educare sopratutto i bambini più poveri, figli di umili lavoratori, ad essere soltanto dei futuri servi e schiavi obbedienti privi di velleità artistiche letterarie umanistiche. Tale educazione al cieco servilismo veniva propinata da maestri leccaculi di quei Paperon de Paperoni Re e Regine che mantenevano, ma con il lavoro rubato alle “formiche”, il tempo per praticare solo loro, ma con avarizia ed avidità, le arti più sollazzanti)
(N.d.A.: Caro lettore, puoi utilizzare liberamente senza pagare dazi, questa poesia, ed anche di tagliare e fare modifiche contestuali alla tua situazione ed àmbito sociale; ma fammi la cortesia di nominare me come autore originario e, se hai solo il mio soprannome, anche la fonte luogo ed/od sito originario (p.e. AliDiCarta) dove ai attinto la poesia originaria. Ricorda anche di concedere e tramandare in queste stesse modalità il libero utilizzo ai tuoi successivi utilizzatori. In tal modo faresti pure un dispetto a quei paperoni e maestri che di solito, moral-isti, plagiano gli allievi da loro disprezzati e le cicale da loro perseguitate.) Ciao)