Declino, paura, tempesta.

scritto da Cyrano Orchestra
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Autore del testo Cyrano Orchestra

Testo: Declino, paura, tempesta.
di Cyrano Orchestra

Passò del tempo, sembravan decadi, no, sbagliavo. La viltà del mio Ego stupiva anche me stesso, sarà stato il periodo, i ricordi, il desiderio; o magari era solo quell'insieme di frangenti che scaraventavano falsi indizi, devoti a opinioni erranti; non ero certo di quel che succedeva, spesso andai incontro a situazioni simili, ma quella follia che mi portava a credere nella peggior situazione plausibile mi abbatteva.

Ero stanco di quell'insano percorso, quanto utile quanto falso, nel tempo mio detestavo analizzare, volevo pace, necessitavo di una tregua dai miei sensi, ma no; non era così semplice, le aspettative verso un futuro luminoso logoravano la mia vista e io solo, indifeso in quella culla angosciante, cercavo di lasciare alle spalle ogni malinconica finestra sul mio avvenire. Le ore passavan veloci, parevan secondi anzi attimi.

Ma perchè temere, sapevo che avrei potuto pretendere tanto, ma chi mi poter dar certezza? Chi era in grado o all'altezza di darmi una lettura realistica su quello che sarebbe potuto accadere.

Tutto ciò si riassunse in una semplice parola, "paura"; paura di una sferzata sul viso che avrebbe segnato gli occhi altrui, ma io ero lì, nel mezzo dell'oceano, su una roccia solitaria, le onde mi bagnavano i piedi, ma non perdevo l'equilibrio, anche se difficilmente non mi lasciavo cadere, vedevo la tempesta in arrivo; eran lampi ed eran saette, luminose e sicure, la loro presenza eccheggiava nell'aria, il respiro mio era tenue, sentivo il mio corpo pesante, ma ad attimi leggero ed inconsistente.

Vedevo le genti felici, l'estate metteva piede nelle nostre giornate, tutti riuscivano a trovare qualche cosa per cui sorridere, gioire quasi dimenticare; ma io no, per la tregua era un utopia, una falsa pista che stanziava in ogni desiderio, non avevo altro a cui pensare, solo la paura, solo il timore del giudizio.

La testa sembrava esplodere, il corpo cedere; ero arrivato, vile o no, non potevo scappare, era il mio dovere, uno dei canoni della mia esistenza; intanto la nebbia scendeva a valle, profumava, quasi fosse fatta di mille fiori urlanti.

Il traguardo mi angosciava.
Declino, paura, tempesta. testo di Cyrano Orchestra
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