Kill Me Softly 0.2 Shane

scritto da MilitiaOfTheLost
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
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Testo: Kill Me Softly 0.2 Shane
di MilitiaOfTheLost

Il mattino arrivò presto, troppo presto. Mi alzai feci la doccia in fretta e mi vestii - anche se tra un po' mi sarei dovuta svestire. Aprii la porta titubante, le mani mi tremavano.
Il tanfo della sera prima mi invase subito le narici, mentre arricciavo il naso sentii delle risate dal piano di sotto; risate di due uomini, un brivido mi salì lungo la schiena e il primo impulso fu quello di darsela a gambe e rinchiudersi dentro la stanza.

Mi appoggiai alla ringhiera di legno per andare avanti con un'espressione rassegnata, i miei occhi tradivano terrore, dolore e vuoto.

«Dov'è la mia rosa del mattino? La mia piccola bambina?» gracchió mio padre con voce roca.
Scesi i gradini, rassegnata, con lentezza.
«Allora Joe, non ti sembra fantastica?» disse, rivolto all'uomo sconosciuto; era alto, di bell'aspetto, curato non giovane, ma neanche vecchio, i capelli mogano sembravano morbidi, e la barba ispida ma ordinata era rigata da qualche pelo bianco; nulla di grave. Lo sconosciuto che doveva essere Joe, sorrise, guardandomi stralunato. Si girò verso mio padre e gli diede una mazzetta con tutte banconote da 100£. Strabuzzai gli occhi: mio padre oltre a pagare l'affitto e comprare alcolici scadenti, non mi dava nulla. Se mangiava, lo faceva fuori. E se io non fossi stata così folle - o forse astuta? - da fregarmi centoni ogni volta che crollava, probabilmente sarei morta di fame. Rubavo soldi perché mi spettavano e perché mi servivano per mangiare, gli altri li risparmiavo: volevo scappare, ancora non l'avevo fatto perché non sapevo dove andare e non avevo nessuno.

«Bene, tesoro accompagna il cliente di sopra».

Mi sforzai di mantenere la calma, e precedetti Joe, sulle scale e poi nella mia stanza. Nella mia testa le grida disperate di una me ancora innocente mi facevano venir voglia di soccombere e spaccavano le mura di cemento armato che si erano formate dentro di me da tempo.
Perché il destino infausto, la dea bendata, si accanivano così contro di me? Ero solo una ragazza innocente; risi mentalmente. Ciò che ero stata, forse, la me del passato lo era.

La me del passato lo era.

Ma il presente e la realtà non mi fecero indugiare più sui miei ricordi e le mie riflessioni: come quando vieni al mondo e l'ossigeno entra per la prima volta nei tuoi polmoni lacerandoti dal dolore, così la realtà respirò un po' della mia essenza che equivaleva a strappare pezzi di carne dal mio debole corpo.

E così, mi ritrovai dentro la stanza con Joe.

Chiusa la porta alle sue spalle, mi strappò con violenza il vestito e mi gettò sul letto: chiusi gli occhi con forza, strizzandoli, rigida come il ghiaccio, cercando di tapparmi le orecchie mentalmente.

Cos'era che non volevi sentire? Le grida della tua testa o quelle fuori?

Lo sconosciuto, si era già tolto mutande e pantaloni, mi strappò gli slip, allargó le mie gambe e si infilò dentro di me, prepotente, rude e con violenza. Il ritmo acceleró, sembrava divertirsi, io gridavo cercando di non pensare a ciò che stava succedendo, dopo qualche minuto cessò tutto, si sfiló da me, sentì il rumore della sua zip e subito dopo la porta chiudersi.

Era da un anno che succedevano quelle cose, ora avevo 16 anni, sarei dovuta essere abituata ma non era così.
Ogni volta rimanevo distesa, con gli occhi chiusi, nauseata da me stessa, inerme, come una statua.

La settimana successiva e quella dopo ancora procedette allo stesso modo, con lo stesso dolore, in due settimane, avevo aggiunto 2.400£ al mio già consistente bottino, dalla prossima settimana avrei aumentato a 300£ al giorno. E poi mi sarebbe servito solo un piano.
Kill Me Softly 0.2 Shane testo di MilitiaOfTheLost
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