il biglietto del bus

scritto da Sickboy.
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Autore del testo Sickboy.
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il compleanno peggiore di sempre. questa riflessione nasce da una multa presa sul bus, da una vita che cambia sempre e male.
- Nota dell'autore Sickboy.

Testo: il biglietto del bus
di Sickboy.

Il treno sta per fischiare amico mio, attento che poco ci manca! Simpatico no? Il giochetto letterario, le cose.... raffinato e impertinente. A parlare è il mio coinquilino intracranico, altresì noto nei termini di coscienza e amor proprio. Ci tiene a ricordarmi che la pazzia, in quanto stato d'animo, è un fenomeno assai più comune di quello che si fa credere, almeno la pazzia non psichiatrica, la psicosi bianca, collettiva e poco dannosa, necessaria all'esistenza. Bene o male i conti alla fine tornano, si rientra nei ranghi e tutto procede, di solito. Certo, ogni tanto ci scappa il morto, ma l'uomo è questo e questa è l'unica forma di società che può permettersi senza impazzire del tutto. muovendosi sul filo della pazzia però, per coerenza, è necessario condannare il pazzo vero, lo schizzato, incapace di limitarsi e comprimersi, di mischiarsi alla massa di depressi cronici, di malinconici e di poveri che cercano di arricchirsi impoverendo se' stessi. Erasmo inneggiava alla follia, demiurgo e tragedia, ma alla fine, a riprova dei giri di vite che l'umano pensiero compie, il suo nome lo hanno usato per un programma di interscambio “culturale” della minchia, utile a far credere ai giovani di aver fatto qualcosa nella vita e, soprattutto, ad ingrassare i conti delle università e di tutto il mondo che ci gira intorno. Non penso sarebbe felice di saperlo in effetti. Insomma la follia di cui sopra è quella della lotta quotidiana per la sopravvivenza, della cattiveria fra le persone, del bisogno di primeggiare e di essere il primo dei poveretti che la vita comunque la devono rincorrere. Alla fine si tratta sempre di soldi, sempre, perché la guerra si fa per il pane, i miliardi si spartiscono. Il migliore degli schiavi riceverà la migliore delle catene da attaccare al migliore dei collari e potrà inginocchiarsi nel posto più vicino al trono dei re, ad ammirarne la grandezza e ad invidiarla. E così tutti guardiamo al sole, cercando il modo di arrivarci. Una scala magari! ma per creare una scala così alta servono tante braccia, bisognerebbe mettere umani su umani, corpi votati ad un solo obbiettivo. Si ok non si potrebbe lo stesso ma se per assurdo si potesse, in quanti si metterebbero lì, a reggersi l'uno sull'altro, la fiducia e la fatica, per poi vedere dal basso chi il sole lo tocca davvero? Nessuno muoverebbe un muscolo. Ricordiamoci sempre che se l'uomo è arrivato sulla luna è solo grazie all'invidia e alla competizione, non di certo grazie all'unione fra i popoli. E allora, il coinquilino intracranico elegante e raffinato mi suggerisce una chiusa: viva l'invidia, la guerra, la sottomissione e lo squadrismo ideologico, viva la schiavitù e la morte della coscienza collettiva! In un mondo senza fede non serve la redenzione e in un mondo senza umani non serve l'umanità!

il biglietto del bus testo di Sickboy.
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