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Claus abbiamo un problema, é un ragazzino.
Lui continuava a credere a Babbo Natale, ma nella sua classe - faceva la quinta elementare - molti non ci credevano più e da un paio di settimane ridevano e si davano le gomitate quando lo vedevano passare durante l'intervallo.
La quinta elementare è una classe tosta. La libertà d'opinione non va per la maggiore tra i ragazzi che preferiscono una certa uniformità di pensiero su questioni fondamentali quali: scelta della squadra di calcio,sono meglio i Gomiti o i Pokémon, le ragazze sono tutte noiose e da evitare, salvo poi mangiarsi le unghie quando vedono la Deborah (con l'h,mi raccomando) andare a casa accompagnata da uno di terza media - ma tanto chi se ne importa?...me ne importa, eccome se me ne importa.
Quindi, la questione era complicata. Le evidenze scientifiche riguardo a Babbo Natale concordavano tutte sul fatto che esistesse: i regali erano sempre arrivati tutti; i biscotti e il latte lasciati sul tavolo della cucina erano stati mangiati (qualche anno solo sbocconcellati, altri anni invece divorati); un paio di volte, addirittura, Babbo lasciava dei messaggi in cui spiegava di aver esaurito un certo regalo e di averlo sostituito con uno equivalente o migliore. L'anno della prima elementare, poi, erano rimaste delle grosse impronte sul pavimento, la mamma si era messa le mani dei capelli e aveva presa subito lo strofinaccio per pulire mentre il ragazzino e il papà cercavano di ostacolarla.Il papi aveva aveva addirittura proposto di recintare l'orma come primo elemento di un Museo del Babbo, per visitare il quale avrebbe potuto far pagare un biglietto. Il ragazzino aveva aderito entusiasta con le papille trasformate nel segno del dollaro ($), ma poi la mamma non aveva, come suo solito, voluto sentire ragioni. Almeno, però, le avevano fotografate e la prova documentaria era salva.
D'altra parte, però, la comunità degli opinion leaders internazionali (Omar,Tyson,il Pupone,Hansi e Marcoriva) era nettamente contraria. E dire che fino all'anno precedente erano tutti concordi:Babbo Natale esisteva eccome, cambiava solo nome di famiglia in famiglia.
Evidenze scientifiche da un lato, pressione sociale dall'altra. E i genitori a complicare le cose: si erano dichiarati agnostici e quindi si erano posti in posizione neutrale in questa fondamentale battaglia per la verità. I soliti lavativi.
E allora il ragazzo,paladino della scienza, strenuo difensore della verità, sulle orme di Henrey Stanley, che mise a rischio la sua vita per trovare il dottor Livingstone, dei fratelli Wright che rischiarono di sfracellarsi per provare l'areoplano, e del ciuchino Shrek che rischiò la vita con la Draghessa, decise di rischiare in prima persona per scoprire la verità.
"Il dubbio è: chi porta i regali? Babbo Natale o i genitori?", diceva tra sé il ragazzino. "Secondo me è Babbo Natale, e c'è un modo per scoprirlo. Quest'anno non gli scriverò la solita letterina. Se i regali arriveranno lo stesso vuol dire che Babbo Natale non esiste, ed è tutta una messa in scena della Gia (Genitori Imperdonabili Associati). Se invece i regali non arriveranno vorrà dire, incontrovertibilmente, che Babbo Natale c'è e che, non avendo ricevuto la lettera, non poteva fare il regalo."
La decisione, presa prima di Sant'Ambrogio, veniva mantenuta nascosta con sprezzo del pericolo e grande segretezza. I genitori avevano un bel chiedergli:"Ma quest'anno non scrivi la letterina a Babbo Natale?". Il ragazzino si trincerava dietro un impenetrabile silenzio, e ai compagni che gli chiedevano, con quel sarcasmo sanguinoso dei dieci anni, se ancora credesse a Babbo Natale, rispondeva che erano in corso degli accertamenti per verificare,controllare,analizzare. Al termine dell'indagine sarebbe stato emesso un comunicato ad hoc.
Giunse la fatidica notte. L'albero era pronto. Ci fu una discussione sull'opportunità di mettere o no la ciotola con latte e biscotti. La parte scientista e rigorosa del ragazzino che se Babbo Natale c'era non sarebbe venuto: quindi perchè mettere la ciotola? La parte sentimentale, invece, diceva:"Maddai che tristezza senza nemmeno la ciotola". Poi vinse la parte accorta: meglio non dare nell'occhio, specialmente dei genitori, che sono sempre dei grandi impiccioni, e quindi la ciotola venne posizionata, insieme ai biscotti.
Il ragazzino andò a letto presto, ma non riusciva a prendere sonno. Sentiva rumori, percepiva presenze, luci radenti e passeggere. Alla fine crollò.
La mattina, dopo una notte di sonni inquieti, aprì un occhio e pensò di scendere dal letto. Ma poi un senso di rovente agghiacciamento lo prese. Non sapeva cosa sperare. Voleva con tutto il cuore che Babbo Natale esistesse, ma in quel caso non avrebbe ricevuto nessun regalo...Se invece avesse ricevuto i regali...fine dell'infanzia, papale papale. Si era messo in un bel pasticcio: qualsiasi cosa fosse accaduta sarebbe stata una delusione. Pensò di restare a letto ancora un po' ma di là c'era già gente in piedi, si sentivano nitidamente i passi.
Doveva farsi coraggio. Si alzò. Per fortuna l'albero era proprio davanti: sarebbe bastato socchiudere ed avrebbe capito subito...
La mamma era davanti all'albero e copriva la visuale, ma gli sorrise ed esclamò:"Dai, dormiglione! Vieni a vedere i regali!"
Si spostò di lato e...c'erano! Sotto l'albero c'erano i regali. Il ragazzino corse felice. Ma dopo il primo istante travolgente sentì come un'ombra di delusione. Allora,Babbo Natale non esiste: fanno tutto i genitori!
Ma in quel momento, sotto il davanzale, vide la ciotola del latte: i biscotti non c'erano più e la ciotola era vuota! E c'era un foglio per terra.
Con il cuore in gola lo lesse:
"Caro ragazzino,
mi complimento per il tuo coraggio: non è da tutti essere disposti a sacrificare anche i regali di Natale in nome della conoscenza. Credo che i tuoi insegnanti potranno essere orgogliosi di te. Hai condotto la ricerca in maniera corretta, ma non potevi sapere che, come Babbo Natale, ho un archivio di tutti i bambini che mi hanno scritto in passato. Quest'anno, non vedendo arrivare la tua lettera, sono rimasto perplesso. Dopo rapide ricerche, ho saputo che stavi bene, e che non era stato neanche troppo cattivo. Quindi ho chiesto alla mia renna Rudolph di attivare la modalità "lettura del pensiero", e ho capito tutto.
Quindi ti lascio i regali che ti sei meritato e la conferma che io esisto, anche se a volte sembro un po' evanescente.
Concludo, se me lo consenti, con un suggerimento: il mondo della 5a A non è ancora maturo per sapere e apprezzare il risultato della tua indagine, per cui lasciali nella loro ignoranza e fargli pur credere che io non esisto. La Conoscenza Superiore è riservata a pochi eletti!"
Tuo
Babbo"