Veglio

scritto da grace
Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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Autore del testo grace

Testo: Veglio
di grace


Divengo ad ogni etereo risveglio.
E mi compiaccio della mia sarcastica vena,
crogiolandomi in ogni frammento di viso riflesso.
Quale scrosciar di applausi può assordare il mio ghigno cieco ed irridente?
Quale leggiadra musa viziare con dolci sospiri la mia nefasta pupilla?
Sono il siero che avvelena la fonte del vostro lirismo,
il dramma zoppo che incalza e sconquassa,
torbido e sfatto,
pregno, denso,
lurido e astratto.
Zompetto ondeggiando su flaccidi tetti,
il tremulo apice del vostro riparo,
oscillo bramoso tra vena e follia,
l'ansioso mutare di un muto bisogno,
sovrasto non visto tra flebili lumi,
la smania randagia di rabbia fugace,
e urlo a viandanti o patetici astanti
"Questa è la mia terra!"
Divengo ad ogni etereo risveglio.
E mi prostro dinanzi alla mia presenza,
con squilli di trombe mi annuncio,
di torba ed aceto mi omaggio,
da un fare a voi oscuro io traggo diletto.
E l'alba di fumo mi invita allo spasso.




Veglio testo di grace
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