Uccellino stanco

scritto da SignorPaperino
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Testo: Uccellino stanco
di SignorPaperino

Ho incontrato la solitudine, quando credevo di spiccare il volo: ho provato a spalancare le ali ed a volar via, ma correnti temibili mi han circondato, coercito, e risbattuto là sulle rocce brulle che volevo abbandonare.
Così, ora, duemila giorni, credo, più in là del mio sogno ch’iniziava a morire, mi guardo attorno, e non vedo nulla, zero spaccato, di ciò che mi avvolgeva nella bambagia delle speranze, del mio paradiso immaginario, ovattato d’amore, che raggiungere era diventata la mia ragione di vita insindacabile, suprema a guisa di divinità: solo persone interessate, a se stesse; miei coetanei che svendono tutta la loro (presunta) umanità per una maledetta notte di ubriacature, sesso, e discoteca; intolleranza a senza fine, bisogno, cioè, di fagocitare il prossimo, discriminarlo, temerlo perocché si presume “diverso”.
L’uccellino sognatore è diventato naufrago, insomma, le sue ali, braccia ormai stanche atte a farlo rimanere a galla, semplicemente, impedirgli di annegare per sempre nell’oblìo. Guardo i cieli che volevo solcare, l’azzurro è ormai sbiadito, le nuvole mi minacciano ed agitano il mio mare; io non riesco a fuggire, l’aura di “diversità” con cui mi hanno circondato mi impedisce di correre.



SignorPaperino
Uccellino stanco testo di SignorPaperino
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