Il nodo di Gordio

scritto da Paolo Melandri
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Paolo Melandri
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L'eterno incontro/scontro tra Oriente e Occidente.
- Nota dell'autore Paolo Melandri

Testo: Il nodo di Gordio
di Paolo Melandri

Come tutte le grandi immagini, il nodo di Gordio è sempre presente e attuale. In quanto simbolo del potere ctonio e dei suoi vincoli, si ripresenta ad ogni incontro tra l'Europa e l'Asia e ogni volta deve essere nuovamente tagliato. E ciò significa un incontro carico di antiche fatalità.
Possiamo nutrire dubbi sul rango e la potenza dei due partner, non già sulla loro differenza di età. Chiunque avanzi verso Oriente ha ancor sempre la sensazione che l'intreccio del destino divenga più forte, e di ritornare egli stesso ad una vita primordiale. Dentro di lui si risvegliano inoltre antiche immagini: la sua vita diviene più densa, più pesante, più legata alla terra. Di contro, la cultura e la libertà europee appaiono più tardive, più giovani.
Si è riflettuto spesso sul modo in cui ha potuto formarsi, in questa angusta penisola, quell'intelligenza distaccata dagli oggetti che appare sinonimo di “libertà”. Il distacco degli uomini dagli dei, dalla natura, dagli oggetti e da se stessi nella venerazione, nel pensiero, nell'arte e nell'agire, traccia attraverso la storia del nostro mondo una strada ben chiara: anzi determina per noi quella che, in quanto storia, si distingue dalla vita di sogno che l'uomo conduce in modo vegetativo.
Forse l'inizio è assai più remoto di quanto comunemente riteniamo. Tra le sorprendenti conquiste nel campo dell'illimitato di cui sono così ricchi gli ultimi cento anni, vi è il fatto che l'Europeo si è dato una preistoria che risale ben oltre i limiti che si ritenevano possibili. Ora si calcola sulla base di decine di millenni. E se l'arte degli antichi cacciatori ci commuove così intensamente e ci parla con una forza maggiore di quella dell'antico e persino nuovo Oriente, ciò sta certamente a indicare che in essi sentiamo vivi lo spirito del nostro spirito e la libertà della nostra libertà.
Ma tutti i dati che riusciamo in tal modo a ottenere non sono che riproduzioni di immagini anteriori e al di fuori del tempo. Le fonti e le scoperte ci riportano sempre al fatto che l'Asia è più antica e confermano la nostra intima convinzione. Ma questa maggiore antichità è qualcosa di più che cronologica, così come non è la maggiore età dei genitori ciò che ne determina l'essenza. Noi avvertiamo infatti il grande, venerando potere; in questo senso l'Asia è più antica anche in senso metafisico: è una terra sacra.
Nel mito, l'Asia è la Grande Madre; da essa provengono famosi titani come Prometeo, Epimeteo e Atlante. Suo marito, Giapeto, è figlio di Gea e di Urano. L'Asia è la culla dei popoli, è la madre dell'umanità, sia di quella precedente il diluvio sia di quella successiva. Su ciò concordano i documenti primitivi. È anche il luogo della rinascita nel senso più profondo: è da questo continente che provengono gli dei.
L'Occidente cercherà di continuo di includere l'Asia nel cerchio della luce della propria storia. Ma ogni volta si troverà di fronte ad un'altra luce che, risplendendo avanti e al di là della storia, sola consente l'esistenza di un tempo misurabile.

© Paolo Melandri (1. 3. 2020)
Il nodo di Gordio testo di Paolo Melandri
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