Tempus fugit

scritto da Grog
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Grog
Gr
Autore del testo Grog

Testo: Tempus fugit
di Grog

Solo!

Non so come possa essere successo, ma mi hanno lasciato solo.

Non se ne sono semplicemente andati fuori per una serata, o magari per qualche giorno di vacanza: no, se ne sono proprio andati via di casa.

Come lo so?

Semplice: si sono portata via ogni cosa, mobili, vestiti, suppellettili varie, proprio tutto. L'appartamento è completamente vuoto, ora, e non è rimasto niente, proprio niente.

Cioè, niente tranne me, naturalmente.

Non capisco perché l'abbiano fatto.

Voglio dire, non è che in passato mi avessero mai ignorato. Anzi, tutt'altro! Non c'era volta che passandomi davanti non mi gettassero almeno un'occhiata. Spesso venivano apposta da me per consultarmi. Era chiaro che apprezzavano ciò che facevo per loro: bastava vedere come si prendevano sempre cura di me, come non mi facevano mai mancare niente.

È proprio per questo che non riesco a capacitarmi di quanto mi è accaduto!

 

Ormai è già passato parecchio tempo e, devo dire, sto davvero morendo di noia: ho letteralmente contato ogni istante che passava, nella vana attesa che qualcuno tornasse per porre rimedio all'errore, per prendermi e riportarmi nel mio posto presso di loro.

E invece niente…

Mi manca terribilmente il via vai degli abitanti della casa: c'era sempre movimento, c'erano suoni, luci, percezioni sempre uguali e sempre diverse.

Ora, invece, c'è solo un monotono silenzio ed un leggero chiarore che, filtrando dalle fessure delle tapparelle abbassate, via via cresce e poi si attenua con il passare delle ore.

E ancora niente…

 

Il tempo trascorso nella vana attesa è ormai diventato lunghissimo, ma nulla è accaduto. Ligio al dovere, non ho smesso un secondo di svolgere con la massima cura il mio compito, così che, tornando a prendermi, nessuno potesse obiettare alcunché sul mio immutato valore.

Ora, però, sto iniziando a patire la fame e non so per quanto ancora potrò tenere duro.

 

Ecco, ormai è questione di pochi minuti, anzi, no, di pochi secondi: senza più alcun nutrimento, non riesco più a reggere il ritmo incessante del mio lavoro, che tuttavia ostinatamente mi sforzo di continuare a svolgere; ma, tra poco, mi spegnerò inesorabilmente.

Ecco, la sento: la fine si avvicina… tic… tac… tic… tac… tic… tac… tic… tac…

tic…

tac…

tic…

tac…

 

…tic…

Tempus fugit testo di Grog
1