Il percorso psicologico che mi ha condotto alla stesura di queste parole è stato un percorso controverso, fatto di un dolore incandescente che mi porto avanti da un pò di tempo, ma di cui non sono ancora riuscita a connotare la natura.
- Nota dell'autore Lorenza Mele
Testo: Solitudine di Lorenza Mele
Mi trascino, con le caviglie incollate alle pareti enzimatiche dello stomaco, immemore. Calpesto il passo di una strada sciancata, piena di marciapiedi, asimmetrica, confinata entro la corolla di una trincea, tanto profonda da farsi oggetto di una ferita fatta di un orgoglio matto e malato.
Sospiro il caldo Fresco sangue Della vite
Poliedrico assaggio Di un profumo Intriso di solitudine
Ed è un profumo Fatto di rumori Neri, morso Dalla carne ambrata Di un’arancia Gialla, ammuffita
Il soffitto, baciato Dal cielo plagiato Dai fantasmi di Angosciose gocce da morbo Si arresta sul piede Di una grande guerra
Alletta, allatta Questa stanza. Grida, piange Questa stanza. Imbrunisce e Sgambetta . Annusa il brivido Di una notte sola, Senza lacrime.
Una notte sola Una notte e basta
Una voce sola Arrugginisce i timpani Di una saliva Amara e pesante
E pesante mi chiama E tremo
E hai freddo di nuovo Ti trascini il soffitto Sulle spalle E te lo tieni stretto.
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