Mi affaccio con timore sulla veranda il primo pomeriggio di un sabato di fine Luglio mi sputa in faccia un vento infuocato Eppure la trovo lì seduta sulla solita sedia di plastica bianca col vestito nero di chi ha sofferto ancora così distante che potevo racchiudere la sua sagoma nel palmo della mia mano Gli occhiali scuri celano uno sguardo velato ma fiero come quello di chi sa il fatto suo Il viso canuto e quegl'occhi ricchi di gioventù raccontano quasi un secolo di storie isolane tra campagne e una famiglia da sfamare Stringo le mie mani nelle sue lei si volta verso la mia figura abbozza un dolce sorriso e rompe gli argini dei suoi ricordi Come un fiume in piena mi trascina con sé indietro nel tempo I luoghi cambiano velocemente intorno a noi come su un set cinematografico e rimango rapito dal trasporto col quale recita filastrocche più vecchie di lei Il tempo scivola via ma non ne sento affatto il peso Poi il racconto è interrotto da una voce lontana "arriva la torta!" Eh già cara nonna, oggi è il tuo compleanno tanti auguri...
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