La moglie

scritto da Barbara.18
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Autore del testo Barbara.18

Testo: La moglie
di Barbara.18

Antonio aveva perso la testa. Per una donna che non era poi un gran che, comunque ormai l'aveva persa e non sapeva come tornare indietro perché per lei faceva qualunque cosa. 
Antonio aveva anche una moglie e questa moglie era disperata, ma anche così, disperata com'era non riusciva a cambiare le cose perché Antonio ava perso la testa. Antonio aveva perso se stesso.
Alla moglie piacevano i fiori, aveva un piccolo giardino che era il suo amore, dopo il marito, e lo coltivava come un figlio. Ma da quando era disperata, quel figlio era come abbandonato.
Antonio lo vedeva che era disperata perché guardava il giardino e capiva, ma andava lo stesso da quella donna perché lei era la sua ossessione e non poteva farne a meno.
"La lascerò".
E non la lasciava, la moglie chiedeva che se ne andasse e la lasciasse sola con il suo dolore piuttosto che star lì con gli occhi che guardavano altrove.
"Oppure me ne vado io" diceva,  e poi non ce la faceva ad aprire quella porta per andar lontano, via dal dolore e dal marito che non c'era più, al posto suo uno sconosciuto girava per le stanze con uno sguardo che non aveva l'anima, specie quando litigava con lei. Allora la moglie doveva consolarlo, farne il suo bambino abbandonato. Poi ricominciavano, lui e la donna, e la moglie tornava nell'angolo.
Eppure fuori era quasi primavera, c'erano i fiori e il verde e l'aria addolcita dopo l'inverno duro,  per le era come se tutto fosse un miraggio, senza sole, ma un miraggio, e la primavera un sogno che non era più suo.
"Passerà, non puoi ridurti così".
La gente dà consigli, tutti danno consigli finché non è la loro pelle che brucia. Insomma, cosa dovrebbe fare un amico, impotente di fronte alla sofferenza? Dà consigli, e poi ti porta al cinema o ti regala un libro.
La moglie ormai si sentiva solo un nome su un certificato, era inchiostro e diceva che un giorno lei e il marito si erano uniti in matrimonio e da quel giorno non erano più soli. Poi era successo qualcosa e c'era lei, la donna, e niente più.
"Sono cose che possono succedere", dicevano. Tutto può succedere, anche che un marito ami te e non ti lasci e non ti tradisca. Mai. A lei questo non era successo, e doveva mandarlo giù come si manda giù la vita, anche quando è amara.
Il marito era disorientato, non sapeva cosa fare, sapeva solo che voleva l'altra.
"Vattene" lo pregava. Lui faceva le valigie e poi restava, perché aveva paura. Amava quella donna ma aveva paura di lasciare quel nido caldo con quella moglie tenera e devota. Voleva tutto, perciò, pensava la moglie, meritava di perdere tutto.
Si tormentava, la moglie, si chiedeva cosa poteva fare, subito dopo, si diceva che non lo sapeva, non era più padrona della sua vita. Questo sentiva mentre puliva, lavava, stirava e lavorava tirando avanti a fatica.
Sognava di togliersi quelle catene che laceravano l'anima, poi si guardava intorno smarrita e si chiedeva come, visto che il marito non voleva andarsene e un fin dei conti nemmeno lei riusciva a varcare la porta di casa con una valigia.
E guardandolo pensava che con quelle mani aveva toccato l'altra, con quella bocca l'aveva baciata e sentiva lo schifo chiuderle la gola, e la rabbia. E il dolore.
Il tempo passava e niente cambiava fra loro. Il tempo marciva con loro.
Ma venne il giorno in cui tutto fu più chiaro e definito, il giorno degli occhi liberi dal velo.
La moglie, una  domenica mattina d'agosto, riempì una piccola valigia blu di cianfrusaglie e vestiti a buon mercato, infilò a forza quel che restava della sua vita in quella valigia e se ne andò senza parlare. il marito era in soggiorno a guardare la tv e non si accorse di nulla.
La moglie prese il primo treno per la città, poi ne prese un altro che portava in un'altra città. 
Quanto partì non era sua intenzione. Non pensava di farlo e si sorprese quando le sue gambe la portarono fin lì.
La stazione era deserta alle quattro del mattino. Lei quasi non se ne accorse, solo un attimo. Uno strazio, uno stridore.
Il marito fu avvisato poche ore dopo, si disse esterrefatto, subito dopo telefonò alla donna: si sarebbero visti quella sera? 

La moglie testo di Barbara.18
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