Clochard

scritto da urumqi
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Autore del testo

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Autore del testo urumqi

Testo: Clochard
di urumqi

Qualcuno ancora lo ricorda nei suoi anni migliori,
un uomo forte e alto con la pelle bruciata dal sole.
Lavorava duro nei campi fino al tramonto.
La sera poi passava veloce per le vie del paese,
sciupava le ore giù al bar fra il fumo ed il vino scadente,
a spiare le gambe abbronzate di giovani donne,
nascoste dalle chiare sottane.
Da qualche parte, nel buio di una stanza chiusa.
o nella chiara luce lunare, sotto il pergolato,
aveva anche una moglie che lo aspettava, paziente.
Poi una notte, lei semplicemente se ne andò, stanca
di quell’attesa continua, a scandire il suo tempo.
Ora non possiede più nulla, nemmeno la casa
con il pergolato dell’uva matura a contrastare
l’azzurro intenso del cielo con un giallo dorato.
Cosa accadde a sfiorire la sua vita, nessuno lo sa,
cammina da solo per strada o siede per terra.
Se qualcuno lo conobbe in anni lontani,
più non riconosce l’uomo di un tempo.
Di quel corpo sodo che alzava la terra
altro non resta che un vuoto simulacro.
Talvolta nelle giornate d’estate, i bambini
gli tirano sassi e lo fanno cadere.
Una volta una pietra aprì un solco
sulla sua fronte, e il sangue colò a bagnare
di un rosso più scuro la terra e i mattoni.
Nella loro innocenza i bambini
non conoscono il bene ed il male,
nulla sanno di vite perdute e sogni smarriti.
Ma egli ben sa come vanno le cose nel mondo,
china il capo e accetta quei giochi crudeli.
È come se vivesse dentro un’assenza sospesa
dove le stagioni ed il tempo sono anch’essi in attesa.
Clochard testo di urumqi
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