La resilenza è dei giusti
- Nota dell'autore Giancarlo Gravili
Testo: Terre di polvere di Giancarlo Gravili
Terre di polvere
«Sono nella terra dei padri e dormo il sonno delle pietre, lontano le nuvole coprono le scritte e un fremito di vento accompagna il silenzio»
Dormo nella sostanza della polvere nelle paure d’una mostruosa chimera nella pace e nell’inferno di me stesso eppure… Dormo. Scossa appare la rossa terra tra spighe secche e sterpi arrugginiti, nei viali dei passati nelle vicende dei giorni urlati.
«Cetra di campo e il serto delle parole appaiono nelle fessure d’una pergamena. Otri di buon vino vegliano i calici dei giusti e amori raccontati oltre le falesie s’affacciano al mare. Un gazza si nasconde fra le fronde e il tempo sta nella quiete della sera, nel ventre della notte che aspetta ancora»
Allora suona silenzio, per me che dormo nella sordità degli altri, nelle bizze d’una lucertola nascosta dentro l’albero… In ogni cosa che sa di vita che muore e vive in istanti uguali senza mai capire senza mai chiedere se a ucciderti è stata mano nemica o amica. E dormi tu mia piccola fiaba, mai scritta mai cantata, senza bimbi che giocano ignari d’essere adulti, senza rumori d’un metallo nero come la pece. Sì dormi accanto a quel cane che nelle rovine dell’umanità siede a guardia d’un ultima idiozia regalata. «Io sono cimitero di me stesso, violato e insepolto nella fossa bastarda che accoglie senza amore che di Dio non ha alcun timore»
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