Vergogna, paura e vanità

scritto da UnRomanticoDinamitardo
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di UnRomanticoDinamitardo
Un
Autore del testo UnRomanticoDinamitardo
Immagine di UnRomanticoDinamitardo
Un
«C'è un segno sul muro Ma lei vuole essere sicura Perché come sai, a volte le parole hanno due significati. STAIRWAY TO HEAVEN LED ZEPPELIN»
- Nota dell'autore UnRomanticoDinamitardo

Testo: Vergogna, paura e vanità
di UnRomanticoDinamitardo

N'è testimone l'oscuro, bieco corvo,
del peso reo, d'un infranto specchio,
il fero sguardo suo, t'ha seguito torvo
e il caleidoscopio non ne inganna l'occhio.

Poco nascondi, truccando ad olio
quel pallore sudaticcio del tuo volto
che d'un pensiero inconsistente è il fio.

Hai quel vecchio tuo spauracchio
che conservi nascosto sotto al letto,
traccia del cigno, barattato col pozzo,
dal riflesso sommesso, d'un turpe io
che represso, bruscamente hai rigettato
nella muffita e arcana pozza che puzza:
Di sudore freddo rattrappito e vecchio,
d'inchiostro marcio cortesemente finto
e di un vero sfarcito su sfoglia d'abbozzo.

Perché tinto d'airone tu ti pavoneggi?
Hai portata d'un provetto Pavarotti
ed il costo di quell'altro a basso prezzo.
Di te stesso fai foraggi e in morsi saggi,
Remida l'hai trovato negli idolatranti,
tanto ti stimi da valere tale prezzo.

Fenice in meco cor io non trasporto
e il pellicano nemmeno lo comprendo
Ma son rimasto fermo dinanzi al corvo
passando il buio il bianco cigno è giunto

con l'eccesso variopinto mi distendo
e con animo d'un servo, Eureka io servo.
Ch'è Dea fiorita della luce del più Sommo,
e donna offerta in gentile sodalizio di quell'Uomo,

in me s'è scavata determinazione
e s'è resa l'ardor mio nel divenire.
Nocchiera della retta decisione.

A ella debbo d'un pescator la vista,
l'animo in lotta e l'essenza d'artista.

Siccè m'ha dato sete di conoscere.
s'ella volesse, sarò io il suo volere.
Vergogna, paura e vanità testo di UnRomanticoDinamitardo
0