Narcissus in airplane mode

scritto da Zaffiro
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Autore del testo Zaffiro

Testo: Narcissus in airplane mode
di Zaffiro

Narciso si sveglia
con il volto acceso dello schermo.

Non cerca più l’acqua.
Ora cerca la fotocamera frontale.

La prima cosa che fa
non è guardarsi:
è verificare se è guardabile.

Scorre notifiche come antichi oracoli:
cuori, reazioni, silenzi intermittenti.

Ogni like
gli sembra una conferma ontologica:
“esisti ancora.”

Ogni assenza
una piccola evaporazione sociale.

Ha smesso di specchiarsi nei laghi
perché i laghi non rispondono.

E lui, ormai,
ha bisogno di risposte.

Si fotografa mentre pensa
di essere spontaneo.

Si filma mentre finge
di non essere osservato.

Poi rivede tutto
con lo sguardo di un dio minore
che giudica la propria creazione
e non è mai soddisfatto del filtro.

Eco, nel frattempo,
gestisce i commenti.

Scrive sotto ogni post:
“bellissimo”, “pazzesco”, “sei tu?”

Narciso le risponde raramente.

Non perché non la veda.
Ma perché il suo nome
non ha più abbastanza coinvolgimento.

Una notte
l’app gli suggerisce un aggiornamento:
“Nuova funzione: autostima in tempo reale.”

Accetta senza leggere.

Da quel momento
ogni emozione viene misurata.

La tristezza in percentuale.
La felicità in visualizzazioni.
L’amore in durata media di visualizzazione.

Comincia a migliorarsi.

Angolazioni perfette.
Sorrisi calibrati.
Sguardo leggermente ferito,
ma non troppo da perdere pubblico.

Diventa popolare.

Poi virale.

Poi irreale.

Un giorno
il telefono si rompe.

Schermo nero.

Silenzio senza notifiche.

Narciso si avvicina a una pozzanghera
per la prima volta dopo anni.

Non si riconosce subito.

O meglio:
si riconosce troppo.

Ma non c’è il pulsante “segui”.
Non c’è filtro.
Non c’è archivio.

Solo un volto.

Troppo umano
per essere aggiornato.

E per la prima volta
non sa se mettere un like
a se stesso.

Narcissus in airplane mode testo di Zaffiro
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