Lettere Sospese

scritto da Lythium
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 22 anni fa
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Autore del testo Lythium

Testo: Lettere Sospese
di Lythium


La notte, di notte, la vivo. Ma di giorno non ne comprendo il senso; divino, d’accordo, ma non ne serbo il ricordo.
E’ sera: informazione palesemente inutile che del tempo non è mai sicura.
Quella volta era mattina, senza luna, dai contorni sbiaditi nei loro colori evanescenti, come sempre partecipi dell’evento di quel sole redivivo… solo ai più attenti: per gli altri scontato.
Sempre più stanco e sempre più arranco, guardando attraverso il sipario, in cerca di un aggancio tra le dita che muovono i fili di quest’eterna recita: spettacolo simpatico che mi spiace rovinare.
(Cosa fai stasera?)
Pensavo di stare senza di te, di andare lontano, a leccare il mare; ma in fondo non ho più pretese: le barche galleggiano e i cigni sono scomparsi, tra queste onde sprezzanti che nei miei pensieri si limitano ad imitare il lago. E’ questa l’acqua che respiro?
(Ti ammiro)
Non è me che devi, in fondo non mi sono mai mosso, è solo un effetto scenico dovuto alle luci e a tutto il resto, ma il regista non sono io. Non più.
Attore debolissimo, rapito dalle crepe sui muri, espressività sempre tagliente, talvolta… pare quasi meglio dal vivo. Ma vieni più vicino.
Offrimi il tuo profumo che non so mai qual è: mi ricorda l’accarezzarti il seno e quando ti guardavo… ma oramai quando ti sfioro, è come se fossi stato sublimato dalle tue antiche aspettative, e se mi osservi… ho l’aspetto di uno che ha pianto?
Sono pazzo: non si scioglie il trucco, ma il tuo colore mi resta appiccicato addosso. Le camicie le indosso per distoglierti dall’osservarmi, nei miei abiti appesi (sono scuri o sono chiari?), nei miei travestimenti perfetti.
Non truccarti perchè sai che già così. Mi piaci.
Devo legarmi i tuoi capelli ai polsi, oppure tagliarli; ma ho paura che tu possa fraintendere, facendo dell’invisibile un’apparizione: fissando l’abisso che mi porto dentro trasformi l’inspiegabile in aspirazione.
Mi accorgo che quando parlo con te, indosso le tue manie, sfruttandone appieno le incontrollabili esplosioni, perché in fondo è sempre e solo questione di distruzione. Unitamente alle sensazioni di questi giorni… sono giorni che mi appari unica. Ma tu non sarai d’accordo.

Ora, ore.
Ore 2.
Ora, come prima, non voglio andarmene dalle visioni ad ogni costo: è ancora presto per barricarsi dietro una trincea; la divisa è così stretta e le armi sono sempre poche. Ne ho una, di un certo disdicevole incontro, tra le nuvole nel cielo, che non ho ancora usato e non so bene se vale la pena farlo, credimi.
Non mi capisci, me ne rendo conto, ma lo sai che a me piace masticare le parole. Non le pronuncio, non ora. Ho imparato che sono delicate e si logorano all’uso.
(E se ti bacio?)
Lasciami perdere, davvero. Sono sbagliato, fiero di esserlo, quindi lasciami: lasciami raccogliere le mie preziosissime intenzioni che mi scaricano l’anima... anche lei perduta tra oceani di similitudini.

Ora, ore.
Ore 3.
Ascoltandoci è sempre più tardi: le frasi si spezzano in miriadi di puntini sospensivi, e le lettere restano sospese, rapite dall’alfabeto ostile, sotto colpi di sonno, letali ed assorti. Ma ho come l’impressione che tutto si ricostruirà, vedrai.
Dopotutto i mattoni sono case, i camini sono accesi, e anche se qui fa freddo, le lettere non sono parole, e certe parole non sono mai stato in grado di dirle. Vorrei costruirle ora, per scaldarci le labbra.
Ma io sto male.
Lo ammetto, ero così sincero mentendoti, allora o forse ora; mi sentivo un aneddoto sprezzante delle mille realtà senza senso di cui facevo parte: deviazioni sgradevoli di quell’unica insostituibile melodia; eppure mi credevo al sicuro, disperatamente aggrappato ad una storia senza fine.
Ma adesso ascoltami: questa non è la fine.

E anche se lo fosse.

Lasciamoci, dai…
Lettere Sospese testo di Lythium
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