Questo è l'inizio di una storia che vorrei raccont

scritto da sparkling_diamonds
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Testo: Questo è l'inizio di una storia che vorrei raccont
di sparkling_diamonds

La ragazza fissava pensierosa il mare in tempesta. Dalla piccola finestra della sua camera, il panorama era a dir poco fantastico : il cielo di un tenue blu chiaro che annunciava l’arrivo della notte, le prime stelle appena visibili in quella immensa distesa, accompagnate da soffici nuvole rosa che fino a qualche minuto prima avevano nascosto il sole, appena tramontato.
Era pensierosa, la ragazza e lo si poteva vedere dalla sottile ruga che le solcava la fronte, dagli occhi che guardavano, ma non vedevano. Nessuno, come lei, avrebbe mai potuto capire il suo stato d’animo in quel momento. Avrebbe voluto fuggire da quella stanza, da quella casa, da quella monotona vita che la stava pian piano distruggendo. Ma doveva resistere. Ancora pochi giorni e il suo amato l’avrebbe portata via da quell’inferno di ghiaccio, e le ore che la dividevano da quel giorno sembravano scorrere in modo infinitamente lento, quasi come se il tempo si fermasse…
Sul comodino appena vicino la finestra era ancora piegata la lettera che le annunciava la fine di quell’incubo e l’inizio forse di una nuova vita. Mentre i suoi occhi azzurri scrutavano il cielo, le ripassarono davanti agli occhi tutte le scene peggiori della sua vita trascorse in quella casa: dalle urla dei suoi genitori dalla camera da letto quasi ogni sera, alla valigia nera di suo padre che qualche tempo dopo era pronta vicino la porta d’ingresso, alle bottiglie di sherry e di vodka che sua madre tentava invano di nascondere…Non avrebbe mai potuto dimenticare tutto questo dolore, cercare di non pensarci era ancora peggio che tentare di affrontarlo. Aveva dieci anni quando i suoi divorziarono, era solo una bambina e i suoi unici amici da allora furono solo quelli ke immaginava nella sua mente, quelli con cui fantasticava ogni notte di fuggire, magari a bordo di una bicicletta volante…non aveva amici con i quali condividere i suoi sogni, le sue paure i suoi pensieri….non aveva nessuno, tranne una cosa. Suo padre glielo avevo regalato due anni prima che se ne andasse, ma non lo aveva mai utilizzato. Quell’oggetto rettangolare ora per lei significava tutto. Quel diario…non ne aveva mai avuto bisogno perché aveva un rapporto con suo padre che andava al di la di qualsiasi altra cosa. Con lui aveva condiviso tutto, raccontandogli le sue giornate sin da quando era molto più piccola…Perché quindi sfogarsi con un diario quando aveva suo padre in carne d ossa pronto ad ascoltarla e ad aiutarla? Ma quando aveva appena dieci anni suo padre se ne andò, lasciandola sola con una madre che non aveva alcun interesse per lei, non se n’era mai presa cura davvero. Che futuro si prospettava davanti a lei, quale vita avrebbe vissuto senza avere un punto fermo, un obiettivo, ma soprattutto nessuno su cui contare?
Per quattro lunghi anni Sarah si era lasciata andare, facendosi trasportare dalla sua tristezza , dalla sua solitudine…per quattro lunghissimi anni aveva chiuso quel diario in un baule, in fondo al suo letto… in fondo alla sua mente. A sedici anni suo padre le venne in sogno. Era una notte di una estate particolarmente torrida e la finestra era aperta per far passare un leggero venticello, appena percettibile.Lui Indossava la camicia azzurra che tanto gli piaceva, perché metteva in mostra i suoi occhi di un blu profondo, gli stessi occhi che aveva tramandato a Sarah. Il suo viso era dominato da una tristezza infinita, era spento e questo spaventò molto la ragazza. Finì così come iniziò. Suo padre non parlò non disse niente, né diede nessun altra manifestazione di vedere sua figlia. Ma questa capì subito il motivo di quel sogno. Non sapeva se era il destino che le aveva permesso questo, o se si trattasse solamente di un puro caso… sta di fatto che la mattina seguente appena sveglia prese il suo diario da quel vecchio baule in fondo al suo letto e iniziò a scriverlo.
Questa è la sua storia.
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