" so che ce la devo fare, per me stessa. Perchè così come sono non riesco ad essere felice. Voglio raggiungere i 49 kg di felicità".
Poche parole lasciate su uno di tanti blog pro Ana e pro Mia, che si possono tranquillamente trovare in rete, tracciano il profilo di una malattia che devasta la psiche delle donne che la vivono.
Con analogie e differenze Bulimia e Anoressia ottegono lo stesso risultato.
Se l'anoressica agisce con un controllo estremo su di sè e il mondo, rifiutando e nascondendo il suo bisogno di cibo, la bulimica perde il controllo e si inabissa in un inferno di abbuffate a caduta libera.
Spesso, le due fasi del disturbo alimentare si alternano, sconfinando una nell'altra in un circolo vizioso con il minimo comune multiplo hanno il dolore.
Questo devasta la psiche, ossessiona e proietta nel cibo il disagio di Sè, che non sa funzionare se non è incentrato nella fobia del cibp.
La bulimica a differenza dell'Anoressica sa di avere bisogno, ingurgita il mondo, lo brama, lo vuole ma provando un senso di colpa per aver ceduto, inscena il rituale purificatorio attraverso il vomito o altre condotte di eliminazione.
I sensi di colpa, la vergogna di aver permesso al mondo entrare attraverso il cibo sono atroci : pensa che la sua imperfezione si trasformerà in grasso se non evacuerà il cibo.
Urge punirsi, svuotarsi, altrimenti il mondo lo saprà.
La Bulimica però non sa che chimicamente il corpo reagisce alle situazioni di digiuno forzato con meccanismi di recupero per la soppravvivenza.
Lo scatenarsi nell' abbuffata, inteso come un fallimento di volontà e quindi una imperfezione, altro non è che è il recuperp dell'organismo che richiede indietro gli elementi vitali persi dopo la deprivazione alimentare.
Ingaggiare una lotta titanica contro questo meccanismo è una guerra persa in partenza, l'abbuffata arriverà automaticamente.
Vergogna, Paura, Schifo arriveranno come fantasmi altrettanto scontati.
Paura di non riuscire più a fermarsi, senzazione di precipitare in un abisso infinito e la percezione che tutto il cibo del mondo non basterà a placare il vuoto e questo la porta a stare da sola.
isolarsi in inferno a calorie zero.
Imbattersi in una Bulimica mentre consuma il proprio rituale può impressionare ( per non dire altro) chi non comprende a fondo.
Non servirà nascondere il cibo, cercare di impedire o tentare di dissuadere, la follia e la brama diventano più forti e si ha un senso di bisogno estremo, non si può interrompere il ciclo.
Nessuno può fermarla quel pacco di biscotti DEVE FINIRE, POLVERE ALLA POLVERE.
Questi comportamenti generano sofferenza estrema che può portare, sempre secondo il soggetto, all'autolesionismo estremo,abuso di sostanze, depressione e euforia eccessiva e altri comportamenti estremi rischiosi per la vita ( tipiche del disturbo Bordeline di personalità).
Come conclusione , anche se non esiste una, perchè è uno dei misteri di questa patologia psichica : il motivo.
Non so spiegarvi il motivo per cui tantissime ragazze,donne e bambine si imbattono in questo inferno, perchè finchè non ci sei dentro non puoi capire.
Ho conosciuto molti parenti che ancora oggi, dopo anni di lotta si chiedono ancora il perchè di questi atti o "scelta" come loro dichiarono...
In fine vi trascrivo questo paragrafo che vi farà riflettere.
"Tutto scorre, tutto sfugge dalle mie fragili mani, voglio solo morire di fame, voglio morire bellissima e pulita.
Non voglio che il mio uomo guardi le altre ragazze perchè hanno un fisico migliore.
Vedere le ossa che spuntano da uno strato inesistente di pelle e carne è gioia.
MORIRE è UNA GIOIA."
Inferno a Calorie Zero testo di K.