Sotto il pavimento

scritto da Paulus
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Testo: Sotto il pavimento
di Paulus

«Questo cottage sembra fatto apposta per me,» disse la donna, «e per mio marito,» soggiunse. Le finiture dei mobili sono impeccabili; anche gli infissi sembrano solidi; e i battenti, così démodé, sono ineccepibili — i vani, le pareti scolorite, ma una mano di fondo e via. Una mano, un giallo canarino, meglio un giallo ocra. «Il prezzo è un affare, signora, un vero affare,» disse l'agente immobiliare. Uno scricchiolio di mobili dalla stanza, un rumore sordo, secco. La donna sbirciò dalla finestra che dava sul patio dove era parcheggiata l'automobile, ma nessuno era seduto al volante. «Vuole guardare sopra?» sussurrò l'uomo. Salirono. Forse sarà il legno secco – pensò la donna – ma era lo scricchiolare di un corpo appesantito che ogni tanto prende fiato. La scala a chiocciola di legno sapeva di rancido. Una giovane coppia aveva preso a pigione il cottage per alcuni mesi. Il mazzo delle chiavi, in primo piano sul tavolo del salotto, e un biglietto: «Ritorneremo. Forse.» «E prima?» chiese con tono inquisitivo. Si erano seduti entrambi sul sofà. «Una coppia di anziani. Li conoscevo di vista. Lei sempre dentro, lui si dava al giardinaggio fino al tramonto anche sotto la sferza del solleone. Ma non si seppe più nulla di loro. Forse hanno abbandonato il villino — io lo chiamo villino — senza dire nulla. Prima? Una coppia di mezza età, senza figli, il marito usciva prestissimo, sul primo chiarore dell'alba, con una cartella di cuoio sotto il braccio. La moglie faceva la spola dalla cucina al roseto, quei pruni selvatici prima erano arbusti raffinati. Quando la famiglia fu prelevata un pomeriggio tardissimo, la dimora rimase vuota per anni.» Sussultò, i prozii materni furono prelevati, banditi e solo quando fu sottoscritta da entrambi una confessione estorta furono esiliati. Il prozio le aveva confidato in un momento di lucida follia di aver vissuto in un cottage tanti anni fa quando lei non era ancora nata. «Di origine azteca sembra avessero ereditato la prassi di seppellire i morti sotto il pavimento. Si prendevano cura di una bambina che non fu mai prelevata e di cui non si seppe più nulla.» aggiunse l'agente sovrappensiero.
Sotto il pavimento testo di Paulus
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