Alcolicamente immenso, dolciastro desiderio di inconfondibile dolcezza, superba rettitudine che va a farsi fottere. Se fossi un fiore morirei tra le tue mani, se fossi un angelo Dio mi avrebbe già spennato. Balla fra mille venti una felicità angosciata, e piacevolmente, divinamente, la mia arte sta per uscire. La saluto in silenzio. Se fossi un fiore morirei fra le tue mani, se fossi un angelo avrei già una pistola. Psicofarmaci alla ciliegia per la signora lì in fondo, ammicco al buongusto e ritiro le coperte. Sei così dolce, così candida, vorrei mangiare il tuo seme ed accenderlo ancora, senza comando, senza risposta. Hai già trovato la forza per spegnere l’odio? Lasciami dormire, o il senso del dovere prenderà il sopravvento (mi manca il respiro). Lasciami dormire, prometto di guarire (ho voglia di pelle). Lasciami dormire, disinfetterò le perversioni (lo farò per sempre). Sono colpevole per colpa di un cromosoma e il dottore mi espelle. Se fossi un fiore morirei fra le tue mani, se fossi un angelo pure.
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