Ricordo solo che ero assente, ma diretto verso il nucleo dei nostri non so dove. Vidi sciogliere le apparenze, messe come freni ai nostri più soavi e candidi perchè.Eppure le smossi ignaro una voltá lì giunto,che quelle acque stagnanti sembravano attinte a scuri colori incisi da occhi socchiusi , stanchi forse nel guardare gli ingranaggi incrostati di un esistenza dai meccanismi fin ad allora troppo diretti,fugaci e impazienti . Così, lì sulla riva, continuando nel cammino,mi accorsi: era solo il buio di una notte danzante che inzuppava la dimensione celata nel nero apparente.Allora,furon sufficenti solo i fiochi riflessi di una luna soffice e sorridente ad accarezzare come una nonna affettuosa il mio furioso intuito. Proprio lei fu a darmi quel pò di bagliore che bastò a destarmi sorpreso sul quel lago che in verità stava cullandomi limpido e quiete,dove le follie erano solo innocenze fanciulle che galleggiavano inerti senza la bacchetta di un tempo maestro lì come non mai fermato.
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