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Ti rammenti il lieto ardore
Della festa in compagnia?
Nè una Moira o nera Arpia
S’intromise nel cammino;
Se la vita è un po’ un tesoro,
Fummo all’altro un bel diamante,
Sfaccettato, eppur raggiante,
Che anche il Cielo fè scordar.
D’un’estetica preziosa,
Le pupille invero apriche,
Sembri Amor che bacia Psiche,
Un ristoro al sitibondo…
Sotto l’albe in sè sdegnose,
I crepuscoli amaranto,
E tra il gelso e poi l’acanto
Ti rammenti il ridacchiar?
Salve, o Crono l’Impietoso,
Te, immuni, salutiamo:
D’orologio non sentiamo
Il monotono avanzare.
Ma se un giorno un qualche divo
Presentar volesse il conto,
Fieri, uniti, senza sconto
Ci vedrebbe camminar.