Ora che sono felice
parlo del mio dolore.
Il dolore mi accarezza,
mi trascina
nella sua tana soporifera,
mi rimbocca le coperte,
mi bisbiglia dolci parole
per farmi addormentare.
Il dolore è un salice piangente,
un consigliere, un cantautore;
ignorare il suo invito
non mi basta,
decantarlo nemmeno,
io, anche ora,
devo ascoltarlo.
E forse disincantarmi potrò,
come scacciare questa abitudine,
quando riuscirò a
ricambiare senza timore
nell'infelicitá
il suo tiepido abbraccio.