E' tempo di nuove realtà,
di guardare oltre le nostre identità,
di lasciarsi travolgere da quelle "bombe" che t'incrociano
e poi ti percuotono.
E' un sottile, inesorabile dispiacere sentirsi così,
immuni e allo stesso tempo potenti
felici, illusi e allo stesso modo affranti
contenti, sognatori e ad egual modo passisti...
Che paradisiaca immaginazione che scorre,
che flash ad arcobaleno che potresti far fiorire,
che catene potresti abbattere
e che invece continui a combattere.
E' uno, solo un incantevole zampillare nel mare
chiedendo al primo uomo senza ornamenti
se volesse barattare la propria libertà
per una terra fatta d'amore...
E' così nobile viaggiare, navigare, vedere,
commentare e non alzare un dito
perchè pure tu hai alzato il tuo sguardo
e lo hai immerso in quegli occhi.
Oggi vorrei scriverti con voce tonante,
perchè non voglio lasciarti in pace,
non voglio lasciarti nella tua identità
e scoprirti così assorto:
E' Natale e forse sei fisicamente al venticinque,
è un'evitabile giorno di festa col bicchiere,
è uno spumante che sgorga lacrime frizzanti
e riempie squarci di cielo.
E' Natale, e ti dimentichi che è fondamentale gridare nel deserto,
E' Natale e le tue origini sono così amare,
E' Natale e le tue orecchie sono troppo occupate,
qualcuno chiama, divieto, non ascoltare...
Proprio sul più bello la lingua prende il volo,
perchè oltre non osa più,
e ritira ogni accusa, ogni valore,
ma se va bene così qual'è il volto dell'amore...
E' Natale... forse... testo di Stef5090