Mi sono da poco intrattenuto sull’argomento in “Razionalità ed Ideologia”, ma mi preme fare ulteriori precisazioni, stante quanto appare, in maniera posso dire assillante, delirante, sui media.
Facciamo ordine. Stiamo uscendo da una pandemia e combattendo contro gente che aderendo a fake news ovvero a “notizie false o comunque esagerate, tendenti a diffondere panico e sfiducia nella popolazione” rifiuta ancora sia l’esistenza del contagio che la validità del vaccino, viola le disposizioni sulle distanze e gli assembramenti. Stiamo cercando di ritornare, e non crediate che i balordi banchieri di Bruxelles e della Federal Bank non ce lo faranno pagare caro, alla normalità, mediante aiuti i quali, oltre a violare le leggi di Mercato (“il più forte sopravvive, il debole soccombe”), ci verranno, appunto, a costare assai in termini fiscali, forse invalidando la ripresa in atto.
Già destano preoccupazione i ricatti europei nascosti dietro il PNRR….
In questo scenario, ma anche in assenza di esso, appare assurda, isterica, imbevuta di vetero sessantottismo la reazione di politici, “ideologi” (pessima razza, come gli “intellettuali”!), la quale vede come un disastro epocale il ripristino delle leggi coraniche laggiù in Afghanistan. Migliaia di articoli, dall’intervista alla gerente di un ex centro estetico, a quello che enfatizza qualche ammazzamento per strada di ex militari o dissidenti, fino a quelli che parlano di università divise in classi femminili e maschili (come le nostre scuole fino a dopo il 1963)…sembra che il problema mondiale siano presunti diritti di donne, sovversivi, erotomani, adulteri, omosessuali et similia in un Paese remoto.
Milioni di fuggiaschi, innamoratisi dal 2001 dei nostri decadenti modelli di vita, fortunatamente troveranno ad opera di alcuni saggi governi dei solidi ostacoli, e spero tornino a casa, in pace, alle loro storiche tradizioni. Dimenticheranno presto le sciocchezze sventolate dagli invasori come “libertà”….
Preoccupa quello che c’è dietro all’agitazione di media e politici: abbiamo come Italia gettato nel wc 8300 miliardi, gli USA 213000, in due decenni di sciocca guerra. Abbiamo corrotto, lo dico apertis verbis, una popolazione inducendola a comportamenti estranei non solo all’Afghanistan, ma come insegna la cronaca anche nostrana, a tutto il mondo islamico. E’ chiaro che l’essere umano tende alla “libertà”, parola della quale si abusa da due secoli: libertà però fa rima con anarchia, disordine, promiscuità, malattie, difficile gestione della vita pubblica e privata…ma alla fine, siamo poi oggi davvero liberi in Occidente, dove non si può più dire “padre e madre” ma “genitore 1 e genitore 2” per non offendere coppie di depravati? Dove decreti come lo “Zan” violerebbero la libertà d’espressione non solo, ma subdolamente inoculerebbero nei nostri figli l’idea che avere rapporti sia con donne che con uomini sia “normale”: dopo due flirt con donne e tre con cestisti negri arrivare a sposare Mariarosa, la vicina etero, come nulla fosse? Siamo liberi, con sempre più zone precluse alle auto quindi difficili da visitare, parcheggi “a valle” distruttivi dell’ambiente, paesi “green”(?) dove non circolano veicoli, “zone 30”, parcheggi rosa, strisce blu, limitazioni al linguaggio sui media o nella ristampa di vecchi fumetti, cambi di nome a squadre (i Redskins) perché “offensivi”(??)…?...Vessati da mille “normative”, con film edulcorati dalla nuova censura (ed infatti insipidi quanto mai), costretti a sostare due ore ogni 200 km scarsi per “ricaricare” una macchinina elettrica, quando oggi il tempo non basta mai?
Preoccupa la persistente “romantica” idea che si fosse andati laggiù a violentare una mentalità millenaria, quando l’unico intento della Nato era contrastare, cosa sciocca, il c.d.”terrorismo” nei luoghi ritenuti sua base di partenza. Tutto qui. Che come effetto dell’occupazione violenta fiorisse poi una, per me artefatta e fasulla, occidentalizzazone, e mai, ricordiamo, completa al 100%, è un fenomeno spurio, collaterale. Successe anche in Vietnam, attorno alle basi Usa: prostituzione, promiscuità, criminalità, gioco d’azzardo, droga, alcol…
Nel 1945 un’Europa ancora rurale, vittoriana, clericale, fu invasa ed americanizzata: da lì i nuovi costumi che, facendo accurata revisione storica, hanno portato in 4 decenni solo danni. Tant’è che adesso, a modo loro, le nuove generazioni e la kultur attuale rigettano il mito dell’amore libero, della ribellione a genitori professori e “Sistema”. Ciò anche negli USA: la recente sconfitta dell’aborto in Texas apre alla fine di quella legislazione, presto o tardi, in tutto il mondo. Fu l’apice di una mentalità discinta e godereccia, inneggiante al peggior libero arbitrio individuale, culminata negli anni ’70….e seguirà, ad essa, il divorzio.
Si badi, che chi scrive ha una grande nostalgia per quel clima di assoluta libertà, di ribellione costante e continua, sostanzialmente fine a se stessa: ma si cresce, si matura e si fa anche autocritica. Quelle conquiste, nella misura e modalità che conobbi, furono autentico, meraviglioso progresso: poi degenerarono, fino ai recenti eccessi.
Preoccupa l’idea che qualcuno voglia creare un assurdo esercito europeo – non esiste nemmeno un reale concetto di Stato centrale né federale, in Europa! - per andare a muovere guerra ad un intero Islam in nome non di concreti interessi (il petrolio, perché io sono un “pro-carbon”, i minerali, le vie strategiche del commercio globale), bensì di idee, sogni, ideologie, farneticazioni delle quali dopo 5 decenni ne ho piene le scatole. Definisco gli anni 60/70, nei miei modesti racconti, “anni formidabili”, perché ogni pionierismo è “formidabile”, entusiasmante, sincero e non ancora arrivato a superare se stesso. Adesso assistiamo alla superfetazione da una parte ed al rigetto dall’altra, di quelle idee e conquiste: alla crisi, quindi, del concetto occidentale di libertà.
Gli USA si sono smarcati non per vigliaccheria, ma per corretto calcolo. Distruggere un Islam che minaccia anche Russia e Cina dall’interno, così come l’Europa, ed ha due miliardi di adepti, è mera follia: accoppati quanti più talebani potevano vendicando il presunto attacco a due vecchi grattacieli del 1973, gli yankee hanno guardato al concreto. Il vero mostro, la Cina, palesemente arrivata alla conclamata guerra economica al mondo, è l’autentico reale nemico. Economico, quindi culturale, perché competere “lealmente” con essa significa adottarne orari di lavoro, distribuzione dei falsi riposi (sono riposi imposti per festeggiare morte conquiste storiche, che vanno poi recuperati lavorando il triplo: non esistono “ferie” o “weekend”), adozione di contrattualistica lavorativa, abolizione (vedansi le proposte contro il RdC, assurde!) di ammortizzatori sociali.
Un passo indietro di un secolo, altro che donne col burqa!...le nostre presunte “libertà” finiranno schiacciate da orari invadenti, da precarietà di reddito ancora peggiore, di paghe sempre più basse, da aziende dove “ti insegnano la morale del lavoro”. In Africa, nelle nuove fabbriche cinesi, si usano strumenti di condizionamento mentale da campo di rieducazione maoista, come in madrepatria. Già Amazon segue questa via, pur essendo americana…
In Europa le superfetazioni circa taluni “diritti” di categorie “particolari”, e non solo questo, già spaccano questa malconcepita “unione”: vuol dire che si sta superando il limite della logica.
Invece di cominciare da casa nostra, dove spontaneamente o meno hanno già iniziato i giovani mutando radicalmente comportamenti rispetto a 4 o 5 decenni fa, a revisionare da cima a fondo tutto l’impianto dei “diritti civili” sorto dai Movimenti degli anni ’60 sull’onda di una facile euforia, si vorrebbe, mi pare sia la strisciante intenzione, andare fucile alla mano ad imporre i nostri cinquantennali errori ad altri.
Cina e Russia se ne fregano se l’adulterio è punito a colpi di catena di bicicletta, o se le donne debbono (senza offesa, ma mi pare la loro funzione naturale, dopotutto) “stare in casa a far figli”. Esagerato, ovvio: degno dei nostri bisavoli, anzi, Lucia Mondella del Manzoni andava in filanda. Però, in sostanza, corretto. Così come non era sbagliato tassare i single come me durante il Fascismo: adesso, il mio ed altrui egoismo, l’amore per un’eccessiva libertà recano a nascite sottozero. Per fortuna pare i giovani vadano in controtendenza.
Cina e Russia, che l’ideologia sanno quali danni reca seco, l’han messa da parte. Non spenderanno mai miliardi per consentire alle afghane di girare in mutande com’è tornato di moda (mini shorts) o fare le giornaliste stile Gruber, Fallaci ed altre, o fare “outing” ed altre sciocchezze. Russia e Cina spenderanno per cemento, asfalto, ruspe e macchine da cantiere onde sfruttare la cornucopia di ricchezze da secoli ambite da molti imperi. Non spareranno addosso ad altri per imporre costumi discinti, decadenti, idee comunque estranee a quel mondo che si separò dall’Occidente nel 480 a.C., quando la democrazia greca ricacciò il dispotismo mediorientale ed asiatico di Serse.
Anche nel 480 a.C.le motivazioni, alla fine, furono prettamente economiche: la democrazia, certo, crea maggiori spazi di mercato e l’ho già descritto. Pagare tributi ad un despota guerrafondaio non conveniva.
Gli USA adesso guardano al Mar Giallo. La Cina minaccia tutto l’estremo oriente. Colonizza l’Africa, facendo quel che avremmo dovuto far noi da decenni. Al “WASP” del Texas o del Minnesota importa sega dei presunti diritti di donne che da duemila anni vivono sotto la Sharia. Vent’anni di relativa “libertà” sono stati un effetto secondario del conflitto, magari un espediente propagandistico. La Cina è invece un concreto spettro che allarga le sue ali gialle anche sulle nostre libertà, alla fine. E’ l’incubo della miseria, del lavoro da schiavi. E l’americano lo sa: Trump, che ammiro, inutile faccia sparate degne della propaganda antinazista di 90 anni fa.
“Danari danari danari” occorrono alla guerra, disse Montecuccoli, perché è danaro che la guerra deve alfine procacciare. Od almeno difendere.
Il revisionismo storico – oggi i miei libri di storia, vecchi di 35/40 e più anni fanno solo ridere, ne riconosco l’impronta epocale dal solo odore! – mostra come sia l’economia a muovere rivoluzioni, indipendenze, conflitti. Furono i ricchi borghesi a rovesciare Luigi XVI, non la marmaglia. Le idee illuministiche, idee massoniche non certo nate dal popolo bue. Il popolo? Massa d’urto, compensata con notevoli, chi lo nega, vantaggi. Vantaggi che mirano all’economico: più libertà, maggiori salari; più movimento, nuovi costumi, uguale nuovo business.
Nessuno, solo lo sciocco, tira fucilate per “liberare” qualcuno da qualcun altro. Semmai, per prendere il suo posto: è impossibile con l’Islam, a meno di un approccio rispettoso, come fanno Cina e Russia, che non mirano a soppiantare il legittimo governo talebano, ma vogliono solo “buoni affari”. Le miniere, i pozzi, le strade ampliate e modernizzate, porteranno soldi: quello che oggi manca in Afghanistan. Ricostruiranno città e villaggi distrutti da due decenni di guerra. Poco importa se su quelle belle strade cammineranno donne avvolte nel burqa e barbuti uomini in costume “non occidentale”. Poco importa se non si sentirà il fastidioso “rap”. Al russo ed al cinese poco importa di trattare affari con soli uomini, dalla lunga barba e vestiti come cento anni fa, mentre in cortile la frusta punisce un figlio ribelle: business is business, quello si becchi le meritate frustate, non riguarda il lucro. Lì è Afganistan lì si vive così: io cinese ed io russo siamo qui a commerciare, non a fare i pessimi maestri di vita.
Dovrebbe importare invece a noi che danaro prezioso venga di nuovo gettato al vento, senza alcun ritorno, in una situazione già precaria, in nome di “ideali” che anche qui, passando il tempo, si scopre aver causato forse tanti danni quanti benefici.
Nulla di peggio, “moralmente” ed economicamente, che sparare ad uno che non vive come noi, per “civilizzarlo”.
Nulla di meglio che sparargli, al limite, per depredarlo. Meglio ancora, lasciargli fare gli affari propri e trattarne altri, economicamente lucrosi, senza badare a quante frustate tira al figlio o se poco fa ha lapidato una fedifraga.
Le Pen disse che “fra 50 anni le democrazie crolleranno su se stesse”. Fu profeta: speriamo di non crollare economicamente per le folli stramberie di intellettuali e politici imbevuti di idee moribonde già, ricordo, a metà anni Ottanta. Evidentemente, con l’avvento della UE, certi “revenants” sono usciti dalla tomba e fanno ancora udire voci che sanno di hippy e di “Comuni”, quando con la caduta del Muro si era sperato nella fine delle ideologie, di qualsiasi genere.
La cocciutaggine dell'ideologia testo di Leo1962