Questi giorni per me sono stati un inferno. Ho pianto, ho urlato, vomitato, sputato tutto fuori Ed ho vissuto in apnea Perché il mio respiro era assente. Ho sentito il mondo non valere niente, ho sentito me stessa non valere nulla Ho sentito di non essere importante, di non essere amata specialmente da me. Ho sentito di essere sola, sola come il buio, come il vuoto E più mi sentivo così, più intorno a me non c’era nessuno L’abbandono, il rifiuto, quasi quanto la morte. Poi, la rivelazione. Forse per la prima volta nella mia vita ho fatto i conti con me stessa Mi sono guardata come non ho mai fatto e mi sono vista da fuori Fuori dal mio corpo, dalla mia mente Ed ero io E quasi sembravo giusta, vera E quasi mi sono voluta bene Quasi mi sono accettata. Ho fatto i conti con ciò che sono fuori, con il mio corpo Ora devo fare i conti con ciò che sono dentro, con la mia anima Ed ho paura di questo confronto, sto realmente imparando ad accettare me stessa? O è una mia illusione? Mi conosco? Non so chi mi conosce Ma sento di non essere nata ancora. Sto facendo i conti anche con ciò che ho intorno, ho imparato che devo tutelarmi che a badare a me ci sono io perché chiusa in quel bagno, con le unghie nella carne e il volto disperato, c’ero io a chiedermi se tutto quel dolore servisse a qualcosa e tutte quelle lacrime hanno fertilizzato il terreno per il germoglio che spunterà un po' alla volta nascerò anch’io come nasce il sole.
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