Un tenue ricordo del mio nonno materno

scritto da Antonio Terracciano
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Autore del testo Antonio Terracciano

Testo: Un tenue ricordo del mio nonno materno
di Antonio Terracciano

Il mio nonno paterno, praticamente non l'ho conosciuto, perché morì, quasi ottantenne, quando io avevo un anno (tanto meno ho conosciuto la mia nonna paterna, morta per infarto nel 1943 , in un rifugio antiaereo dove era scesa a causa di uno dei non pochi bombardamenti angloamericani sulla mia cittadina) .
La mia nonna materna, me la sono abbastanza goduta, mentre, purtroppo, non posso dire la stessa cosa per il mio nonno materno, morto a sessantadue anni non ancora compiuti nel 1955 , quando io avevo tre anni e dieci mesi.
Credo che mio nonno mi volesse particolarmente bene, perché ero il figlio della sua unica figlia femmina, e quindi perché (come poi seppi che amava dire alla moglie) era sicuro che io fossi davvero suo nipote...
Ho di lui due o tre ricordi molto vaghi, come quello di quando mi portava a fare una passeggiatina e, se mi scappava la pipì, non esitava a farmela fare in qualche luogo appartato, assicurandosi che nessuno ci vedesse (era un uomo molto schivo, e mia nonna quasi si meravigliava che si dedicasse con amore ai bisogni del mio corpicino) .
Ricordo poi che, quando coi miei genitori andavo a far visita ai nonni, io mi divertivo a prendere qualcosa in mano (forse una penna) e, sapendo che egli aveva dei dolori alle gambe, a rincorrerlo per la casa facendo finta di fargli un'iniezione per il suo bene (quasi quasi allora i miei familiari pensavano che da grande mi sarebbe piaciuto diventare medico! )
Ma forse il ricordo più nitido è di quella volta che mi portò giù in cantina, dove aveva accumulato anche del materiale di origine bellica, della guerra finita neppure dieci anni prima. Prese una grande pulsantiera, intendendo forse spiegarmi il suo funzionamento. Ma io lo stetti poco ad ascoltare, perché ero rimasto incantato dalle due paroline scritte a caratteri quasi cubitali, "on" e "off" (evidentemente già da piccolissimo cominciavo a nutrire interesse per le lingue straniere... ) 

Un tenue ricordo del mio nonno materno testo di Antonio Terracciano
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