LA PIIAZZA

scritto da giovingiovanna
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Autore del testo giovingiovanna

Testo: LA PIIAZZA
di giovingiovanna

Si arriva dal mare.
La strada che divide il mare dal paese è in salita, ma mentre cammino nulla è più meraviglioso dell'odore dei fiori di gelsomino che sento in questo momento.
Lasciato la calma ed il silenzio della spiaggia (sono le 10 del mattino e la vedo alle spalle), torno verso casa.
Mi ricordo ancora: a destra della strada c'è l'Azienda del paese (un pastificio che dall'esterno tutto sembra meno che un pastificio). Salendo si allontana per lasciare posto a una distesa di limoni. Il cavalcavia sovrasta la ferrovia e a sinistra c'è la vecchia stazione: le lettere che indicano il paese sono sbiadite, le persiane verdi sono alcune mezze aperte e qualche altra rotta. La casa è ormai in disuso: vorrei abitarci io.
Continuando a camminare cominciano le prime case, ancora poche.
Lascio l'autostrada sopra la mia testa e mi immergo nelle eterne abitazioni fantasma.
Le abitazioni fantasma per me, sono tutte quelle case che le persone iniziano e che non finiscono mai! Ci abitano. Ci sono le tendine ai vetri, i panni stesi, ma i poggioli non sono terminati, come non è terminato il piano superiore. C'è sempre un piano superiore mai finito!
Questo paese è attraversato da due strade: quella che stiamo facendo insieme e la parallela. Si trovano, le due, davanti ad un bar che fa angolo, unendosi e diventando un'unica anima.
Ed ecco l'anima del paese, che ti accompagna fino alla piazza.
Ho visto uccidere un uomo in questa via. Mi sono nascosta e mi sembra strana oggi questo ritorno alla vita del "non è successo nulla".
La piazza....
La piazza ha le palme, ma in Sicilia quale piazza non ha le palme?
La piazza ha le panchine e sulle panchine ombre maschili nascoste sotto le coppole. Vecchi seduti , ma appoggiati comunque ad un bastone, che guardano la vita di altri uomini anch'essi persi sotto le coppole, ma ancora non troppo vecchi da doversi appoggiare e che, quindi, possono misurare a grandi passi la piazza stessa. D'altra parte: quale sarebbe l'alternativa?
In piazza c'è la chiesa: austera, potente!
Tanto potente che i mattoni, i pilastri non vacillano mai!
Il bar, la "sala giochi", il tabacchino ....... c'è la vita!
Attraversi la piazza e senti gli sguardi delle anime e delle coppole, senti il coro di occhi che accompagna ritmicamente ogni tuo passo.
La facciata dell'entrata di quello che anticamente era un castello e che ora è lasciato al degrado..... come tutto del resto.
Quella mattina al porto l'avevo pensato: tutto doveva ancora cominciare ed ora mi trovo al centro della piazza, al centro della mia stessa vita e guardando le palme intuisco che probabilmente è finita.
LA PIIAZZA testo di giovingiovanna
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