Stanotte la luna ha intonato un canto che mi rimbomba il sangue, in questo sereno cielo d'ottobre che è lo stesso per me e per te. Medesima è la via, come quando ti aspettavo fremente, mio Uomo, ed il mio cuore e le mie carni di donna erano tutte un grande bacio per te. Come allora sono una fiaccola di canto, più accesa della luna e più luminosa del sole. Ma tu, deliberatamente, taci, né senti il flusso dei miei pensieri che cavalcano i giorni e ti accarezzano il petto nel tepore della ritrovata alcova. No, mio amore, stanotte non voglio chiudere gli occhi e sognare di te che disponi in un canto quel ceppo dall' agave viva salvato dalla conflagrazione. No, stanotte voglio scendere agli inferi, per afferrare ancora una volta la tua dolce mano, tenerla ben salda nella risalita, e strapparti ancora un ultimo bacio che mi riporti alla Vita.
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