Lo zio trappolone
- Per prima cosa smettere di darti del fallito! Aluisio, solo chi non riprova per una
cosa che veramente vuole è un fallito e allora perché non riprovi ad avere quello che
vuoi di più, che è scrivere la tua storia e pubblicare.
- In realtà scrivere è una terapia catartica ed è un grande piacere per me, ma ora
voglio il piacere di scrivere! Ora ho bisogno di scrivere! Ora voglio dire qualcosa
pubblicando e quello che vogliamo oggi, non lo vogliamo domani: di solito è così per
tutti i grandi piaceri, sai? Si cresce! l’età! Ci ritroviamo adulti in quattro e
quattr’otto, senza che ce ne accorgiamo, con altre esigenze, altri interessi! Con gli
anni cambiano anche le passioni e i piaceri, non dovrebbe essere così per il grande
piacere spirituale, io per esempio vorrei che aumenti questa mia fede in Dio, poi
sento che non è ancora il momento di smettere con il provare a pubblicare e appena
arrivo a casa ci riprovo: aggiungo capitoli nuovi e gli do un titolo più pertinente al
racconto, come mi ha consigliato il socio di Jacopo.
- Allora prima che gli anni cambino le cose, prenditi il tuo spazio con un ufficio tutto
tuo, presenta un certificato medico che dice che tu devi stare solo in un ufficio e ti
metti a scrivere seriamente senza distrazioni; scrivi la realtà della tua triste e
stupida, storia, magari è la volta buona e pubblichi, riprova Aluisio, solo per stare
bene; non finire la tua vita con il rimorso di non averci mai riprovato! E’ questo
quello che vuol dire essere un fallito, essere vincente non vuole dire solo fare dei
soldi con un, business azzeccato, vuol dire anche essere appagato, avere
soddisfazione, prova anche un autopublicazione con un self – pubblsh .
- Me l’ ha detto, anche il mio amico Riccardo in birreria a Monaco una cosa simile,
lui è favorevole a questa nuova tendenza di auto pubblicarsi, ma voi siete tutti e
due con il pepe al culo; io ora sono tranquillissimo, non faccio il trappolone con falsi
certificati medici e poi dove esiste un certificato medico cosi? Se esistesse lo
farebbero in molti, non credi? E anche se ci fosse, no! Non riuscirei mai a scrivere in
un ufficio, solo a casa mia scrivo, dentro il posto di lavoro la cosa non la voglio fare,
non ci devono entrare le mie parole scritte, là ci lavoro e basta, poi ora sono più in
pace e mi piacciono le persone, il movimento, un ciao, come stai? Le due chiacchiere
e il tempo passa meglio.
- Sbagli, Aluisio; ci sono altre cose che puoi fare: prova anche a vedere se la
famosa legge104, studiata per agevolare voi invalidi, prevede qualcosa a tuo
favore; puoi fare anche un reato di truffa ai danni dello stato, dichiarando che hai
avuto un peggioramento, che hai sempre il mal di testa e che vuoi
l’accompagnamento. E’ la truffa più comune questa, oppure puoi andare sul
pesante: accusare un forte calo della vista e l’Inail ti dichiara malattia professionale
causa l’uso del computer. Potresti anche fare una mossa del tipo cadere in un
autobus in corsa facendo finta di aver perso i sensi, ti fai soccorrere
dall’ambulanza e in ospedale ti fanno una tac, ma non si può vedere il perché
accusi dolore e con un po' di recitazione e di pazienza, l’assicurazione del servizio
pubblico ti paga; non saranno tanti soldi, ma ti possono servire e se ti muovi bene
puoi andare ad un sindacato, un patronato o all’INPS per chiedere inabilità al
lavoro. C’è una legge apposta per questo, ma sono davvero tanti i trucchetti, quelli
da due soldi o da grande truffaldino.
- Ma che idea assurda! Dai, Luca, ti sembro il tipo? Per la storia del bus ci vuole
una gran faccia tosta: io un po' ce l’ho, ma non a quel livello, ma perché me lo dici,
sei scemo? Questa è classica truffa del più piccolo degli imbroglioni, quello del tipo
pidocchioso, che ruba l’energia elettrica al vicino del condominio allacciandosi ai fili
elettrici; ora ci sono marchingegni che impediscono queste cose, ma una volta ai
tempi dei nonni, quando i nonni erano ragazzi, queste fregature erano molto diffuse
e poi che c’entra con lo scrivere?
- Niente, Aluisio, ma un po' di spirito d’ inventiva, un po' di furfanteria, un po' di
sale ti ci vuole e poi del male non ne fai a nessuno.
- Ci sono già anche troppi furbetti e furbastri che non si fanno problemi, fregano le
assicurazioni e ci riescono anche, e una truffa geniale per ingannare un’
assicurazione mi piace, ma questa da pesce lesso, no! Se io fossi in grado farei una
truffa geniale come quelle dei fimls nei quali rubano tanti soldi nella banca con il
computer. Penso che forse la farei, ma ci vuole abilità, bisogna essere come un
hacker e sarà anche un modo simpatico di fregare ma simpatico o geniale che sia
sempre di furto si tratta. Poi faccio già delle cose che qualcuno definirebbe da
furbastro, ma almeno sono cose legali ed è roba mia: sono cose comuni tipo
approfittare della mia situazione con un lavoro sicuro e rinnovare i prestiti che ho
chiesto ogni due anni, il quinto di stipendio in primis.
- E ti pare una mossa furba questa? E poi che hai fatto con quei pochi soldi.?
- Viaggi, Luca e ho anche aiutato della gente e nella mia vita da piccolo
risparmiatore, da borghese piccolo piccolo, da squattrinato che non sono altro, si!
Credo di aver fatto la cosa furba, magari non molto giusta, ma sono solo, non devo
mantenere nessuno e il piacere di viaggiare ed aiutare lo faccio con questi piccoli
finanziamenti, ma sì! Affanculo anche i soldini … tanto paga lo stato, io per dormire
al caldo spendo pochissimo, mangio regolarmente, non devo mantenere nessuno,
prendo uno stipendio sicuro, sono comodo, ho anche una pensione sicura e ci sono
tanti disoccupati che fanno fatica a vivere. Come posso non aiutare? Se non
aiutassi mi farei davvero schifo, sai? Quella mossa di chiedere un prestito all’ex
Inpdap che ho fatto lo fanno in molti dipendenti, c’è apposta, è per gli squattrinati, il
prestito del 5 sullo stipendio è la prima cosa che un dipendente a tempo
indeterminato fa e se è solo lo rinnova ogni cinque anni fino alla pensione; invece
quello di rinnovarlo in banca è stata una mossa stupida, in banca gli interessi sono
troppo alti.
-No! La banca no! Sapendo che tu sei dipendente della Provincia ti avranno steso il
tappeto rosso: questo è un pollo da spennare, avrà detto il direttore e tu lo sapevi,
Gigi, sapevi degli interessi alti che dovevi pagare, bravo furbo.
- Non ci ho ragionato, ho preso i soldi e via e gli interessi sono alti, è vero. Ma lo
rifarei, ne è valsa la pena, questo è stato l’ultimo finanziamento che ho fatto per
questa vacanza. Per prima cosa mi son pagato in anticipo dieci sedute di terapia,
senza un consiglio medico ma di mia iniziativa: si tratta di una terapia
antigravitazionale, male non mi farà e forse continuo, mi sono informato su internet
che dice che è stata progettata dalla N.A.S.A per allenare gli astronauti con un
sistema isocinetico. Sarebbe una specie di tapis roulant, dove viene tolta la gravità
e il paziente ermeticamente chiuso cammina, mentre i suoi passi vengono
monitorati, questa è antigravità terapeutica per i traumatizzati, per gente con
problemi motori, tipo l’idroterapia, ma viene usato anche come Fitness senza
gravità, l’antigravity Pilates per yoga e altre discipline. Poi ho chiesto un prestito
all’ex Inpdap e ho investito in una società di green economy per 60 mesi con una
rendita più alta che nelle banche, il tempo prefissato per andar via. Con la mia di
banche basta: avevo un pac con loro, un piano di accumulo capitale, ma l’ho chiuso,
non mi fruttava; poi quelle cosine lì vanno bene per lunghi periodi e io voglio
cambiar vita fra cinque anni. Molto meglio l’investimento che ti ho detto. Volevo
andare a Roma per rivedere i Musei Vaticani, ma c’ero già stato anni fa per il
Giubileo della Misericordia con il mio gruppo di preghiera “ comunione e
liberazione” ma c’era un casino di gente, forse per via del giubileo poi una fila in un
caldo afoso. Ci ritorno in Ottobre che non c’è il caldo afoso.
- Anch’io li ho visitati, soprattutto per vedere la Cappella Sistina.
- Io però non me la sono goduta la Cappella Sistina, ma ci ritorno te l’ho e tranquillo
con una video guida. Invece sono andato alla bella Napoli e poi qui da Jacopo e tu
Luca sei uguale a mio zio Gino. Zio Gino, che elemento! Lui era il trappolone di
famiglia, ma non era un uomo cattivo, però era anche amico del papa di Jacopo,
che era un perfido strano davvero una strana cosa.
- Si, lo so! Facevano coppia per giorni interi.
- Zio Gino da giovane, era maestro dell’evasione fiscale, Luca! Un prestanome a
pagamento, un vero e proprio faccendiere sempre in mezzo a loschi traffici:
discoteche, night, macchine di grossa cilindrata, abiti firmati, belle donne,
danaroso, giri di coca e con più di una firmetta si è sistemato bene, da chi ha preso
non si sa! Poi tutto il suo bel daffare è tornato indietro: il famoso effetto boomerang
e ora vecchietto vive in una casetta misera e piccola. La fine che avrei fatto anch’io
e avrei fatto anche degli anni di galera; per fare quella vita e non finire nei guai,
bisogna saperci fare. Zio Gino lui si ci sapeva fare e in galera non c’è mai andato,
ma ha pagato ugualmente e io ho pagato di più e ora voglio stare in pace, non
voglio complicarmi la vita; quello che ho per ora va bene, te l’ho detto e stradetto:
cuore in pace per cinque o sei anni, poi mollo tutto e voglio cambiar vita, sperando
di starmene ancora al mondo sano e lucido per almeno trentacinque anni e poi
come tutti spero di avere una morte serena.
-Ti chiamerò Rinco, diminutivo di rincoglionito: sfrutta questi anni, datti una meta,
fai qualcosa per te! Dal niente non nasce niente.
- E vero, Luca, ma le cose bisogna anche volerle le cose e io rnon voglio fare
sotterfugi da furbastro, per avere un ufficio tutto mio o per avere qualcosa dalla
legge 104, poi cosa mai posso avere da questa legge? Bisognerebbe essere
paraplegici con l’accompagnamento o con altri problemi fisici molto più gravi dei
miei, per avere qualcosa e grazie a Dio non è il mio caso; mentre per l’ altra cosa
che mi hai detto, la più comune tuffa ai danni dello stato per avere l’indennità di
accompagnamento, io non sono il tipo, un trappolone nato, ma irrecuperabile ci
vuole! Mi hai consigliato anche una truffetta all’INAIL con la vista, ma sarebbe una
mossa stupida, che consigli mi dai? Quelli, di medici, hanno dei video test adatti
per vedere se la vista è danneggiata, non è mica come per la testa che non si sa se
il tuo accusare dolore è vero o falso.
- Sì, Aluisio! Allora fai a modo tuo e tanti, tanti auguri! Ma sbagli! Dai retta, molla
tutto, poi qualcosa verrà fuori.
- No! Non voglio fare il furbastro, mi devo aggrappare alla mia realtà.
- Aggrapparsi? Che parola brutta, mi sa di disperato.
- E’ vero! Ho detto una parola sbagliata. Diciamo che devo aspettare per non
complicarmi il mio quieto vivere; poi per mollare tutto ci vuole un coraggio che io non
ho e non lo voglio avere per questa cosa: sarebbe come darsi la famosa mazzata
sui coglioni. Il coraggio di cambiare vita lo voglio e quando è il momento tirerò fuori
le palle, come si usa dire e andrò via da questa mia cara città.
- Aluisio, dimentichi la parolina magica che dite sempre voi credenti: se Dio vuole.
- Si! Uno dei tanti detti popolari, che dicono sempre il vero e questo è molto vero,
vero come l’altro:” non cade foglia che Dio non voglia”.
- Non dice “non si muove foglia che Dio non voglia?
- Non mi ricordo sai! E quella famosissima: l’uomo propone, ma Dio dispone che
forse era meglio dirla al contrario: Dio propone ma l’uomo dispone, si! Perché alla
fine è sempre l’uomo che sceglie, è sempre l’uomo che ha davanti la proposta del
Signore: Dio ci lascia una grande liberta’, che tocca a noi gestire con la nostra
responsabilità. Comunque sia ci sono una marea di frasi che dicono cose simili e mi
fanno sempre pensare male dell’unico vero bene per me. Questo è il mio grande
problema e non solo per me: il non riuscire ad abbandonarmi totalmente a Dio, il
non volere sottomettermi al suo volere e questo mi fa stare male; se uno si pone un
obbiettivo da raggiungere in un tot. di tempo e Dio non vuole, non ci sono santi, non
è quello che Dio ha progettato per me e per ognuno di noi. Tutto è scritto e questo
me lo fa credere come un padre padrone, come dittatore, come se lui mi volesse un
rassegnato e alla fine quello che ci succede magari è meglio di quello che avevamo
in mente noi. Il Padreterno sa cosa è giusto per noi, però, a parte questi miei
pensieri negativi, mollare tutto è un po' come quello che dice: ci vuole più coraggio a
vivere che a morire. Ne ho studiate tante, ma alla fine la meglio è quella di essere
trasparenti e pazienti. Luca, non è più come prima, pazienza solo un pò di anni e
sarò tranquillo; io ci provo, ora poi credo alle istituzioni e credo che lo stato siamo
noi e ho deciso di fare le cose giuste il più possibile, per essere trasparente e anche
in pace con me stesso.
- Caro Aluisio, ti auguro che morire là al Ciano come un povero scemo non sia il tuo
destino, siamo noi artefici del nostro destino, ma il destino non si può cambiare, lo
dico anch’io, Luca l’ ateasso, ma lo direbbe anche un teologo.
- Vedi che ho ragione? Tutto è scritto, quello che deve accadere accade, dicevano
così anche i grandi della storia.
- Allora qui ci vuole una battutina stereotipata per eccellenza quello, che si direbbe
di getto: speriamo che sia scritto bene.
- Sì! E’ proprio scontata la battutina, ma la vita è molto bella o molto brutta, è una
dolce, lucida follia, è un sogno dentro un sogno e tutto è possibile, può darsi tutto.
- Allora riprova con il pubblicare a modo tuo, Aluisio, ma agisci e auguri e se ti va
male si vede che non era volere del tuo Dio, però non avrai il rimorso di non averci
mai riprovato; sarà molto brutto morire così!
- Si! Riprovo, ma sta diventando pesante questo mio amore per la scrittura; è da
quando ho casa fissa e faccio una vita regolare che scrivo di più, ma è come la
storia della tela di Penelope: non finisco mai, cancello e invento sempre un nuovo
pezzo verosimile e poi lo spedisco a qualche casa editrice della mia città e come per
magia, tutti lo sanno in città, tutti! E io sono contento, sto bene e sto male.
-E perché vuoi farti male? Non è che sei un masochista e non lo sai? Forse è un tuo
modo inconscio per attirare attenzione, vuoi affetto e lo cerchi così.
- Mi vuoi psicanalizzare, non vi riuscirebbe neanche Freud in persona. Non so cos’è,
ma è come uno psicofarmaco; io mi calmo e mi rilasso, è il miglior relax che conosco
insieme a quello di stare solo con Dio.
Sono rincasati la sera dopo cena, sono andati alla casa natale di Beethoven al
Deutches Museum, una succursale di quello di Monaco e hanno pranzato al castello
di Poppelsdorf; non erano stanchi e si sono trattenuti nella saletta ricreativa a
parlare con Marika, Hans e Martina, la sorellastra di Marika, un incanto di
ragazza, ma ancora lontana dalla maggior età. Domani sarà Sabato, l’ultimo giorno
di vacanza e Domenica partiva, era contento Aluisio: una vacanza tranquilla di
pochi giorni, ma belli e sereni.
lo zio trappolone testo di Aluisio