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Il giorno era iniziato con il passo storto e tutto andava male. Le parole al lavoro erano state pietre appuntite e persino il sottile filo che mi legava a Ilenia la mia ragazza si era spezzato per l'ennesima volta. Ma dentro di me non c’era tempesta per quella storia ormai finita, era solo un vecchio specchio che aveva smesso di riflettere la nostra luce, l'amore ormai, era svanito da tempo.
Così, come fa chi conosce i sentieri segreti dell'anima, sono corso a rifugiarmi nel mio regno, la mia spiaggia.
Nel posto dove ogni granello di sabbia sa come curare i pensieri e il mare mi fa ascoltare il suo lento respiro. In quel luogo dove tutto diventa incanto. In quel silenzio mi sono rasserenato, mentre la mia vecchia amica luna saliva in cielo a tenermi compagnia, stendendo un velo d'argento sui miei passi.
Poi, la notte si è fatta fitta e il tempo inesorabile trascorreva…
Mentre l'auto correva nel buio della strada, il mondo reale ha bussato con violenza. Un urto improvviso, da dietro. Un colpo secco, senza un perché, che ha spezzato l'incanto del mare.
La rabbia è salita al petto. Mi sono fermato, ho spalancato la portiera e sono sceso con il fiato corto, pronto a far tremare la notte con un urlo. Volevo gridare contro l'ingiustizia di quella giornata.
Ma il destino aveva un altro piano scrittomi…
Appena ti ho vista, le parole mi si sono cristallizzate in gola. Nessun gigante arrabbiato. Davanti a me c'erano due occhioni da cerbiatto impaurito, grandi come laghi specchiati nella notte e le tue dita, che tormentavi e mordicchiavi nervosamente, stringevano un respiro pieno di una paura matta.
La mia rabbia si è sciolta come neve al sole. Sono rimasto lì, immobile, senza fiato e senza parole. Completamente incantato da quello sguardo che in un secondo, ha trasformato un brutto incidente nell'inizio di una nuova storia.
La notte, intorno a noi, è diventata d'un tratto silenziosa, come se anche il mare si fosse fermato ad ascoltare il battito dei nostri cuori.
Non c’erano più lamiere ammaccate, né giornate storte da dimenticare. C'eri solo tu, con la tua fragile purezza e io, che in quegli occhi avevo appena ritrovato la mia anima.
Ti ho teso la mano, piano, come si fa con le creature del bosco per non farle scappare. Un gesto semplice per dirti: non temere, non aver paura…
E in quel preciso istante, la luna, dall'alto del suo cielo d'inchiostro, ha fatto capolino tra le nuvole e ha lasciato cadere un raggio d'argento proprio tra i nostri passi. Ha sorriso, la mia vecchia amica. Sapeva che non sarei più stato il custode della spiaggia.
Come in favola, ma questa volta vera, era appena cominciata.
E così, il buio della strada è svanito, cancellato da un bagliore unico, nuovo.
Non eravamo più due sconosciuti fermi sul ciglio dell'asfalto, ma anime scritte da sempre sulla stessa pagina di un libro segreto. In quel silenzio perfetto, ho sentito il profumo della mia spiaggia raggiungerci fin lì, come se il mare avesse allungato un'onda invisibile per avvolgerci e proteggerci dal resto del mondo.
I tuoi occhi da cerbiatto non avevano più paura; specchiavano la stessa meraviglia che stringeva il mio cuore.
Ci siamo guardati e non è servito dire una sola parola. Il destino aveva preso i pezzi di una giornata storta e con le sue mani invisibili, li aveva fusi insieme per farne un capolavoro.
Restammo così, sospesi nel riflesso di questa notte di velluto, dove ogni respiro diventa una stella e il tuo primo sorriso... un'alba eterna che non tramonterà mai più…