LA CHIESINA DEL CUORE
Libretto in due Atti di Giuseppe Neri
Personaggi:
Virginia e Ruggero (due fidanzatini)
Frate Illuminato
Madonna
Contadino e contadina
Coro dei compagni
Angeli
Cherubino (angelo)
Introduzione
Un pomeriggio di alcuni anni fa, viaggiando in treno, vidi dal finestrino del vagone una Chiesina antica e oramai diroccata. La guardai solo per pochi istanti, mentre il treno passava veloce, ma l’emozione che provai dura tutt’oggi. Così penso che nella nostra vita e lungo il nostro cammino, ognuno di noi ha presente nel ricordo la sua “Chiesina del cuore”, in qualche parte della nostra bella Italia, luogo intimo e caro in cui ha potuto sperimentare, almeno una volta, il conforto e la presenza di Dio.
ATTO I
Appennino Modenese: primavera dell’anno 1930.
Un vecchio sentiero che si perde nella folta macchia, costeggia un tortuoso corso d’acqua. Si odono le voci chiassose di un allegra brigata di giovani studenti. Oggi niente scuola, si va in riva al ruscello a divagarsi.
CORO: Ragazzi, forza, vediamo chi coglie il fiore più bello, li accanto a quel ruscello. Il fiore della giovinezza è la fugace ebrezza che infiamma il nostro cuor….
Virginia e Ruggero, due giovani e teneri fidanzatini, allontanatisi dalla chiassosa comitiva si avventurano nell’esplorazione di un piccolo viottolo sterrato. A margine di una stretta e piana radura ecco infine stagliarsi la sagoma di una antica e semi-diroccata Chiesina.
VIRGINIA:….Che posticino e che incanto, del vento si ode anche il canto…vienimi accanto, o mio Ruggero, voglio mirar quel luogo santo…
RUGGERO: …presto fatto, o mia piccina, appressiamoci alla Chiesina. Più non si odono gli schiamazzi della nostra brigata, così passiamo pure questa antica cancellata…
VIRGINIA:….Andiamo pure, lasciamo il frastuono del mondo e le sue cure…
Con un misto di curiosità e riverenza, Ruggero e Virginia, varcano la soglia della antica Cappella. Il tetto è in parte aperto sopra il vecchio Battistero di marmo bianco, mentre filtra un pallido raggio di sole che illumina una artistica Edicola in pietra dipinta, raffigurante la Madonna in trono con angeli e il tenero e biondo bambino Gesù fra le braccia. Il tutto è immerso e quasi sospeso in un arcano silenzio.
VIRGINIA:…Ruggero mio, che silenzio e che pace, tutto tace. Questa Cappella antica ci invita a sostare, vienimi accanto, Ruggero, voglio ascoltare. Ascoltare il silenzio di queste mura, circondate da così bella natura. Avverto che il mio cuore batte lento e si apre ad un dolce sentimento, che scioglie ogni paura.
RUGGERO:…Qui ogni più piccolo spazio è ripieno e denso del canto soave del silenzio. E’ un linguaggio antico e nuovo che sperimento e provo…lasciamolo parlare, o mia Virginia….
Passano immobili i minuti, che sembrano eterni. Poi, d’improvviso, qualcosa avviene nella Chiesina: un tenero raggio di sole, penetrato da una crepa aperta nel soffitto, investe di luce l’Edicola della Madonna. Nel mentre un vento leggero, di squisite fragranze odorose, attraversa la Navata della piccola Cappella. L’Immagine della Madonna, sembra prendere vita in un fremito arcano, gli Angeli stessi, che fanno corona alla Vergine, cantano festanti.
ANGELI: …tutta bella sei, O Vergine pia. Lodata sempre sia la Vergine Maria…
Intanto, sul viso della Madonna fiorisce un materno sorriso. Ruggero e Virginia si sentono come sospesi e passano dalla paura, allo stupore, alla pace intima e profonda.
RUGGERO: …l’anima mia è come un bambino appena svezzato…ora contemplo chiaro in me presente, futuro e passato. Non c’è più condanna, non c’è più paura, pesanti fardelli dell’umana natura. O Vergine benedetta e Pia, benedici e guida, ti imploro, la nostra via…
Virginia in ginocchio e supplice, così prega…
VIRGINIA: O Vergine Maria, Madonna mia…
Solo a questo punto la Madonna scende dall’Edicola che la conteneva e prende a parlare ai due giovani con voce dolce e calma.
MADONNA: ….Figlioli miei tanto amati, proprio in questo luogo io vi ho attirati. Affido a voi questo messaggio: lungo il cammino che è la vita umana si è solo di passaggio. Pellegriniamo dunque verso la Santa Città, dove dimoreremo per l’Eternità. Ci aspetterà lassù il figlio mio Gesù. Lungo il cammino non si attardi il passo e il vostro sguardo non si perda in basso a vuote e desolanti suggestioni. Siate campioni di Fede, Amore e Santità. Vi affido questo luogo e questa Chiesa, vostro rifugio e sicura difesa, tra i perigli e gli affanni della vita. Sia sempre da voi riverita come segno di amore e fedeltà tra il Signore Dio e l’umanità…
RUGGERO: O Vergine benedetta, ti rendo lode per il tuo riguardo con cui hai voluto degnarci dello sguardo e per la tua eccelsa bontà lasciaci un segno di tua maternità. Un segno piccolo e nascosto che si imprima per sempre in questo posto…
VIRGINIA:…O Vergine Maria, il tuo fulgore ha rischiarato e saziato il nostro cuore. Questo ci basta e null’altro che godere di questo incanto, sotto la custodia del tuo materno manto…
A queste parole la Madonna risponde con un sorriso, poi abbozzando un gesto di benedizione con la candida mano, fa ritorno alla sua antica sede, al centro dell’Edicola in pietra, tra fasci di luce via via degradanti. Il silenzio calò di nuovo, improvviso, nella Cappella, avvolgendo Ruggero e Virginia, ancora rapiti dalla Celeste Visione. Finalmente il silenzio viene rotto da un affaticato trascinarsi di passi, che varcano la soglia della Chiesa. Ed ecco apparire, nascosto dalla penombra del portone ligneo, un vecchio frate, piccolo, snello e dalla barba bianca e rada. Ruggero, per primo, gli rivolge con deferenza la parola.
RUGGERO: O padre santo e venerato, certo il buon Dio qui vi ha mandato, per rivelare a noi, suoi figli, la graziosa trama dei suoi consigli. In questo luogo a Dio consacrato, la Vergin Madre abbiamo incontrato, che sia illusione o dolce realtà, fateci certi O padre di bontà.
FRATE ILLUMINATO:…Carissimi figli, da Dio tanto amati, benedetti i piedi che fino a qui vi han portati…Io sono frate Illuminato e vi sono assai grato di avermi così cordialmente interpellato, ma i pensieri di dio non so svelare, posso solo invitarvi a contemplare…contemplare ed amare a dismisura, solo ciò nobilita l’umana creatura e ci fa certi della gioia futura. Cari figli, in questo santo luogo Dio ha già parlato, anche io un tempo lo ho ascoltato, quando giovane e inquieto, mi aggiravo lungo il greto di questo rivo stretto…da allora il mio nome è Illuminato…Illuminato dalla Celeste luce, che verso Dio conduce, l’uomo che dallo Spirito è rinato…
VIRGINIA: Vi supplichiamo, caro frate, anche a noi raccontate le meraviglie che avete ascoltate…
Frate Illuminato, avanzando ancora pochi passi, si ferma proprio sotto l’Edicola della Madonna...poi prende a parlare con voce calma e chiara.
FRATE ILLUMINATO:…Un benedetto giorno, di quale anno più non ricordo, mentre pensoso mi aggiravo qui intorno, udii come l’accordo di un melodioso canto che riempiva l’aria e il vento e scorsi questa Cappella abbandonata e una voce sorella che mi invitava a sostare. Fu allora che vidi, proprio sopra il portone della Chiesa, un biondo Cherubino, che librandosi in alto con le ali, così lodava Dio con il canto…
CHERUBINO:…A Dio splendida lode date…O genti tutte, al nostro Dio cantate… lui che solo è buono, eterno e santo, a lui si innalzi concorde il nostro canto….
FRATE ILLUMINATO:…quanta pace e quanta quiete provai, che da quel giorno sempre ho voluto far ritorno a questa santa Pieve a ringraziar… Ora, miei figlioli buoni, siete anche voi con me testimoni…alzate con fierezza il vostro cuore ardente, perché sia data voce coerente a Nostro Signore che qui è presente…
VIRGINIA:…parlateci ancora, O dolce Padre, noi vi supplichiamo e trepidanti da lei attendiamo un segno, che ci sveli la trama del disegno…
FRATE ILLUMINATO:…cari figlioli miei…
Le parole del vecchio frate sono troncate da un improvviso frastuono, mentre dal fondo della Chiesa ecco apparire, uno ad uno, alcuni compagni di Ruggero e Virginia. Solo dopo qualche istante di sorpresa i due giovani, si accorgono che frate Illuminato è nel frattempo sparito nella penombra della Chiesa, accanto all’Edicola della Madonna.
CORO DEI COMPAGNI: …eccoli finalmente ritrovati, proprio qui vi eravate rifugiati…lontani dalle grida e dal rumore per godere felici dell’amore…
RUGGERO: …Cari amici, in verità, non sempre l’apparenza somiglia alla realtà. Questo è un luogo di preghiera e di rispetto, davanti all’Eterno Dio siamo al cospetto…per la qual cosa, invece di celiare, sostate un poco e mettetevi a pregare, perché anche a voi Dio si riveli, Lui il Misericordioso, che abita nei cieli…
CORO DEI COMPAGNI: …Il tempo per noi si è fatto breve, visiteremo ancora questa Pieve. Tu, invece, spiegaci la ragione di questa tua improvvisa devozione…
RUGGERO:…Con voi son d’accordo, è ormai tempo di tornare, per me solo serberò questo ricordo che voglio con calma meditare…ma ora nel partire mi dolgo, come un non so che io colgo, come la dolce malinconia di una terra natia da cui mi strappan via…
VIRGINIA: …O caro il mio Ruggero, questo io sento e spero…seppure lontano andremo, qui un giorno torneremo….
CORO DEI COMPAGNI:….Ragazzi andiamo, alle nostre case torniamo…
Mentre all’orizzonte il sole comincia a declinare, Ruggero e Virginia si incamminano insieme al gruppo sulla via del ritorno, lasciandosi alle spalle la piccola Chiesa abbandonata.
ATTO II
Alcuni anni dopo, Ruggero in solitudine ripercorre il medesimo sentiero. Siamo in autunno e le foglie gialle, rosse e rinsecchite, rivestono il paesaggio spoglio. Ruggero parla tra se…
RUGGERO: ….Il vento bizzarro della vita mi riconduce qui, su per questa salita…così è la vita…corre e scappa via tra le dita. Ma sotto la immobile coltre di queste foglie morte sento una speranza forte che sfida la umana sorte…e anche questo argenteo rivo, che qui gorgoglia accanto, mi parla della vita, col suo ritmato canto…mia fedele compagna nel corso del cammino, una tenace domanda mi risospinge qui pellegrino…
Proseguendo ancora, Ruggero raggiunge uno spiazzo pianeggiante ed è qui che vede avvicinarsi due contadini, un uomo e una donna, che trascinano insieme a valle una grossa fascina di rami secchi.
CONTADINO: E’ dall’aurora che non ci fermiamo, ora finalmente per poco riposiamo…
CONTADINA: Questa legna secca basterà per scaldare, nel freddo inverno, il nostro focolare…?
CONTADINO: Si certamente e per quest’anno sarà sufficiente…
Ruggero, per primo, rivolge il saluto e la parola ai due che nel frattempo si sono fermati accanto ad una quercia.
RUGGERO: Salute a voi e buona mattina. È questo il sentiero che porta ad una Chiesina …?
CONTADINO: Salute…si, la vostra Chiesina è proprio lì, di fronte alla collina…ma è solitaria, vecchia e abbandonata, non vale certo una tale scarpinata…
CONTADINA: Caro signore e scusi l’ardire, anche io concordo che è vano proseguire…dia retta, lasci il girar per Chiese e scenda pure con noi giù in paese.
RUGGERO: Grazie amici, che il Signore vi possa benedire, ma io con tutto il cuore debbo proseguire…non voglio certo tradire un appuntamento che ho ormai da tanto, con questo luogo Santo…
Così Ruggero riprende il suo cammino mentre la contadina lo osserva mentre si allontana e commenta con ironia.
CONTADINA: Caro il mio bel viaggiatore sei proprio un sognatore…
Il fremito della natura spoglia e il freddo vento sembrano accompagnare con il loro canto Ruggero, che avanza lentamente sulla salita.
CORO: Cammina , o pellegrino e segui il tuo cammino, la meta della ascesa è proprio in quella Chiesa….
Finalmente Ruggero vede, davanti a se, il profilo familiare della Chiesina. Solo allora scorge la sagoma diafana di un Cherubino alato che festosamente lo saluta.
RUGGERO: Ecco l’angelo di cui mi parlava frate Illuminato, posso sentire chiaramente il suo melodioso canto, che risuona nella mia anima, come l’accordo melodioso della cetra…
CHERUBINO: Quale gioia e letizia provai nel cuore, quando mi dissero andiamo al tempio del Signore e ora i nostri calzari si fermano davanti ai tuoi atri benedetti…per me un giorno nella tua casa, o Signore, vale più che mille altrove…
Ruggero, prima di varcare l’antico portale, si inginocchia con trasporto mentre copiose lacrime gli solcano il viso.
RUGGERO: Vengo a te, Signore, mio salvatore e mio liberatore…mentre verso te salivo, nel mio intimo tutto gioivo e ora come tenera foglia mi poso accanto alla tua soglia…la tua Santità mi accolga e il dolor mio tosto si sciolga…
Poi Ruggero, ancora visibilmente commosso, varca il portone ligneo ed è con grande sorpresa che vede apparire, nella semi- oscurità, la figura familiare e benevola di frate Illuminato. Il frate, ritto a fianco dell’Edicola della Madonna, lo saluta con affetto.
FRATE ILLUMINATO: Iddio sia ringraziato, sei dunque qui tornato, Oh quanto ti ho aspettato…ma ora un’ombra sul viso vela il tuo sorriso…
Passano alcuni istanti, in un silenzio commosso, poi Ruggero sussurra.
RUGGERO: Ora vado davanti alla Madonna, a lei affido una preghiera e la mia donna….Virginia mia, Virginia…la guerra l’ha rapita, mio solo amore, in una fredda tomba ora è seppellita
Ruggero si inginocchia con devozione davanti all’Edicola, quindi estrae dal taschino della giacca una fotografia della sua amata e la pone con cura sopra il ripiano in pietra, proprio sotto il manto dipinto della Madonna. Poi riprende la sua preghiera silenziosa, che viene interrotta poco dopo dalle parole di frate Illuminato.
FRATE ILLUMINATO: Caro il mio Ruggero, ora sei un cristiano vero….l’entusiasmo è un soffio breve e la fede a volte cede…ma le lacrime che hai versato, tutto quanto ti han lavato e il tuo spirito è rinato…nel tuo intimo dolore hai incontrato Gesù Signore, che ora regna nel tuo cuore…tu nel fuoco della prova, hai bevuto all’acqua viva, che dal ciel provvida arriva…
RUGGERO: Caro frate, grazie delle parole che mi date…saran per me fulgida luce, lungo il cammino che a casa mi riconduce…
FRATE ILLUMINATO: Parti pure, pellegrino, benedico il tuo cammino…
Senza scambiarsi altre parole i due si salutano, Ruggero, dopo essersi segnato con devozione, esce dalla Chiesina.
Prima di incamminarsi lungo la discesa che porta a valle, Ruggero scorge, a lato del campanile, una piccola croce di marmo. Incuriosito si avvicina e con grande stupore legge l’iscrizione posta sulla lapide: frate Illuminato da Pavullo, qui riposa nella pace del Signore. Ottobre 1930…Con gli occhi pieni di sorpresa e di commozione, Ruggero, sosta in preghiera davanti alla tomba del frate, poi sospira e dice…
RUGGERO: Grazie frate Illuminato, che il mio pianto hai consolato…ora da questo luogo Santo si solleva a Dio il mio canto…
Poi alzando in alto le braccia in forma di croce, Ruggero, così prega…
RUGGERO: Ti ascolti il Signore nel giorno della prova, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe. Ti mandi l’aiuto dal suo Santuario e dall’alto di Sion ti sostenga ( Salmo 19)…
Dopo aver rivolto un ultimo sguardo alla Chiesina, Ruggero si allontana, profondamente consolato nell’anima e inizia la discesa verso la valle. D’improvviso una raffica di vento percorre l’aria investendo il campanile e facendo vibrare le campane della Chiesina, che iniziano a suonare, riempiendo della loro lieta armonia tutta la valle sottostante…
CORO DI CAMPANE: ..Din, Don Dan, Din, Don Dan, Din, Don Dan…è una voce per te, Oh uomo, quando senti questo suono, ricorda sempre che Dio è buono…Din, Don Dan, Din, Don Dan…
La Chiesina del cuore testo di Gioneri