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Bagni Orchidea. Una ragazza rossa corre verso di me che sto aprendo un ombrellone.
''Un rospo nel bagno delle ragazze. Aiuto'' strilla. Ombrellone aperto, corro all'ufficio spiaggia con la ragazza dietro.
Mi scuso con le donne fuori dal bagno. Entro con guanti, pala, pinze e sacco nero. Con la pinza afferro il rospo, che è immobile ma ...è di plastica!
Sotto il rospo, sul pavimento, una scritta nera: Fra crepa!
Esco dal bagno perplesso.
''Vi hanno fatto uno scherzo'' commento senza sentimenti. Butto il sacco col rospo nella rumenta.
...
Il cielo inizia a tingersi di arancio e il tramonto si avvicina.
Chiudo gli ombrelloni della fila attaccata al mare uno dopo l'altro, ma due gemelle bionde, con bikini nero, mi si avvicinano, visibilmente spaventate.
''Scusa i' disturbo ma te tu sai da dove viene i' casino?'' mi chiede una ad alta voce.
''Cosa?'' rispondo.
''C'è una musiha strana'' dice l'altra con le braccia che tremano. ''Ma 'un si vede nessuno sonare!'
''Dove?'' 'Pare venga da'i' mare,'' mormora una delle gemelle'' 'un tu senti?''Le gemelle indicano verso l'orizzonte. Più ci avviciniamo al mare, più la melodia diventa una nenia. Ma non c'è alcuna radio, né altoparlante.
'' 'un tu vedi?'' Le luci intorno agli ombrelloni sembrano danzare come giochi di luce. Colori freddi, sfumature bluastre e violacee.
''Dimorto strano, unnè punto normale'' dicono all'unisono le gemelle, tremando. ''Volete tornare all'alloggio in sicurezza? Vi può accompagnare il mio collega Gianluca oppure la figlia del padrone''
''Noi, si torna a casa oggi''
''Ragazze, per sicurezza prendete il bus 742, passa tra un minuto.''
'' 'un s'ha i' biglietto. Via, si fa festa.''
''Volete che vi accompagni? Tra due minuti stacco''
''Lascia fare, te tu se' a'i' lavoro.''
''Prego''
La gemella più tondetta mi ringrazia mentre quella più slanciata è già in avanti.
Torno verso il mare e scopro sotto un sasso un jack per cellulari che trasmette una musica ''Lallà la la la la la lallà la la la''.
Capisco che qualcuno lo sta comandando ma da dove? Lo lascio all'ufficio.
Torno a casa e vedo che delle luci identiche a quelle sulla spiaggia brillano dalla finestra in cima alla palazzina verde vicino alla rotonda. Un proiettore sporge ma una mano lo afferra, coperta da guanti di plastica nera. Deve essere un ospite del B&B.
Mi nascondo in casa, lo spierò dalla terrazza. Idea: chiedo a Veronica di andare in terrazza e guardare la gente che esce, ragguagliandomi.
''Coppia di senzamare, Brambilla. Wurstel, calzetti bianchi e papuse adidas, canota Borussia. 30 circa. Dietro due figlie bionde, una occhiali e alta l'altra medium large. Hanno veste bianca ma costume nero. Spetta, sono italiane.''
Le due ragazze salgono.
Origlio dal terrazzo.
" Hai tu messo i' granocchio n'i' licitte?" ''Icché c'ho scritto in fronte, Giocondo?'' ''Diacciati, gl'è pe' capire a che punto s'è.'' ''I' punto gl'era i' granocchio. 'un ci voleva artro.''
''Noi, s'è fatto tutto. Ora l'artra c'ha ummonte da fare''
Questo il loro dialogo fumando sigarette dal primo terrazzo dell'affittacamere.
Si sente un'altra voce. ''Le mie due piccole gemelle. Il proiettore l'ho spento e disattivato la musica.'' ''Via, parla alla nostra maniera, noi s'è di Firenze, 'un s'è bischeri''
''Lasciate fare, piccine, corsi di dizione e retorica 'un li si fa a ufo. M'avete fatto perdere due serate''
''O via, alla Rai ti pagano ummonte. E la Bruna caccia du' lilleri dalla su' scarsella. Bada tu, arriva i' su' busse.''
Sbircio da camera mia: il bus 742 si ferma. Esce una figura sui sessanta, con un completo marrone e anfibi. Faccia coperta da un capello nero e occhiali da sole. Mocassini ai piedi. Mani in tasca.
Scendo in salotto e sto alla finestra su via Burgo, persiana abbassata.
Dopo un minuto le tre gemelle scendono in strada. Sento passi verso casa mia, scarpe che scricchiolano. Sono attaccati alla finestra.
''Sorelle Grassini, ci siamo.'' sibila una voce grave e aspra.
Rabbrividisco.
E' la voce di ieri a Riva Trigoso.
''Lascia fare, 'un c'aveva fifa, gl'ha fatto i' su' dovere. Noi, s'ha da sentire la nostra famiglia a Campagna e a Lavagna.''
''SHH! Li ochimen non è atoidi!'' la voce è famigliare
''Badi sora Ciamarra, dicevo solo che' c'ha obbedito'
''Giulia, a differenza di Alice e Valentina i tuoi neuroni mancano. Valentina, cosa vuoi?''
''Possiamo ritornare alla stazione? Le mie sorelle hanno attività a Barberino, io devo tornare alla Rai a Torino.''
''Abbiamo una missione da compiere. Orez otnelat allen aim airetam. Ol otanidep ellen eticsu.''
''Icché c'incastra?''
''Anche con me c'incastra. Ricordiamoci che li siboizorp avaroballoc noc itnagirb led occarb.''
''Sicché, 'un tu potevi lallerare perché t'avevano pigliaho lilleri?'' chiede una delle gemelle in modo scherzoso
'' Is onavecaf irovaf.''
''Cioè facevano i ladri di Pisa, tutti a rubare?''
''Ottase! Valentina, si vede che sei nata per prima e per intelligenza sei prima. Va' in stazione.''
La ragazza rossa esce dal B&B e corre verso la rotonda di Burgo con una valigia. Sale sul bus 742 di turno.
Rifletto: mio bisprozio Celestino coi briganti.
Però un punto torna: da Campagna aveva abiurato le idee antifasciste ma era nella massoneria. Sfuggendo ai fascisti grazie a loro era arrivato a Sestri, dove partigiani con trascorsi massoni depredavano podestà e avanguardie. Ecco da dove spuntavano tutti quei vestiti e quelle lire, quell'auto che aveva venduto ad un americano, quel denaro con cui aveva costruito quella villetta dove abita Mic a Casarza.
Fuori casa è cessato il trambusto. E' passata ora di cena e siamo a pancia piena. Messaggio Mic: Io travaggio ma te puoi salvarti a Monfalcone. C'è una certa Ciamarra che parla di Celestino. A Monfalcone dovresti essere al sicuro.
Sento un whatsapp in arrivo da un numero sconosciuto: Servus, ich bin Markus. Gestern in Pisa getroffen. Mogst du und Mic in Pfitsch?
Controbatto a Mic: Markus, quello conosciuto ieri ci vuole ospitare alla Val Vizze. Il problema è che devo lavorare fino a settembre. Non riesco a muovermi adesso.