Supporto me stesso e le mie convinzioni con pilastri di fragili giustificazioni, credo nel niente che mi appartiene e nel vuoto silenzio di chi mi sostiene,... mi faccio forza con le mie debolezze lasciando da parte le altrui certezze.
Ringhio, mordo, riesco a ferire mi chiedi perché? Ti lascio morire! Rabbia repressa, certa insoddisfazione che nascondo in questo “mio” sentirmi migliore, effimera chimera di umana filìa che nasce in un nulla ed è già in agonia...
...e mi lascia più solo, più vuoto e più spento Uomo disperso, che affoga nel tempo.
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