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Il tram corre e questa finestra è una cornice e il dipinto è quella casa quell’albero la cima di quella montagna e ora c’era questo e ora c’è altro. Nuvole, pensieri. Cartellone pubblicitario (pala d’altare moderna). Uccelli, nuvole, pali della luce. Altro cartellone pubblicitario. Pensieri. Il mio corpo è una città, il mio cervello ha mille facce. Le strade si intrecciano: mille bocche felici urlano parole a me incomprensibili, mentre le insegne luminose esplodono (fuochi d’artificio) colorando questa notte strana e nuova. Ho lasciato la macchina fotografica sul letto sfatto. Domani lame dorate squarceranno il petto grigio di questo cielo straniero. Per ora, il tram scivola tra le macchie d’ombra, la luce scolpisce il mio volto assonnato. Intorno a me figure, abbozzi. Capolinea: le frasi cominciano a impoverirsi. Le scritte sui muri si contraddicono. Eccomi lì: abbozzo jazz (nasco da una delle jam session di Dio). Capolinea: scendo. E improvvisamente, lei: disegno finito. Secondo sogno: la mia mano sfiora la fredda chioma marmorea di una statua senza braccia. Donna immortale e dunque mortale, cedimi la tua rigida pelle! Prendi in cambio questo mio cuore insensato!