Un giorno passato a mettere ordine alla fiera del tempo perduto tra saloni ed arredi un tappeto persiano a tombolo un ricamo l'ametista il living antracite la ceramica e il cotto, sfiorato un pezzo di antiquariato un'occasione irripetibile all'ora di punta, un pò assente spaesato fisso al villaggio d'oriente, la ricerca del viaggio la scoperta di quella gente.
Voci in successione piccole forzature non in ascolto, lo scorrere di un messaggio mai arrivato, essere soli tra tanti, incomprensibili intimi oggetti e filati, l'inerzia che sospinge sè stessi e dice: è il momento di andare via, ma il versante del mondo è un display che si accende il tuo numero ha fermato il risciò gli impegni sono passati di mano le conoscenze i ritagli il padiglione di un altro mondo, ti raggiungo dove tu vuoi: il mio tempo non è stato perduto, era la città proibita che stavo cercando.
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